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Il quarto discorso della vittoria di Putin, e la discesa della Russia nella tirannide

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02.01.2026

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Per il quarto Capodanno consecutivo i russi hanno ascoltato da Putin il «discorso della vittoria»: l’annuncio di un trionfo sul fronte ucraino, in una guerra che continua a prolungarsi ben al di là di quanto lui avesse previsto e promesso.

Questo discorso è arrivato 26 anni dopo che il predecessore di Putin, Boris Eltsin, aveva annunciato a sorpresa le proprie dimissioni proprio nel messaggio di fine anno: 26 anni fa il primi presidente della Russia post-sovietica consegnava il potere allo scoccare del nuovo millennio a un ex ufficiale dei servizi segreti diventato politico, che solo da pochi mesi ricopriva l’incarico di primo ministro.

In un quarto di secolo Putin ha devastato la repubblica secessionista della Cecenia, ha invaso la Georgia, ha sostenuto le carneficine del regime siriano di Bashar al-Assad, fino alla sua caduta. E naturalmente ha attaccato e invaso per due volte l’Ucraina, nel 2014 e all’inizio del 2022.

Ma in che modo Putin ha trasformato la sua Russia dall’inizio del millennio? Un bilancio severo sulla «discesa nella tirannide» lo propone una grande esperta russa in esilio, che ha una biografia interessante. Lei è Nina Khrushcheva, docente di Relazioni Internazionali alla New School di New York, specializzata in politica e società della Russia post-sovietica. È anche pronipote di Nikita Khrushchev, che fu segretario generale del Partito comunista dell’Unione Sovietica tra il 1953 e il 1964, protagonista della destalinizzazione e della crisi dei missili di Cuba. 

Oltre all’autorevolezza della studiosa, questa eredità familiare conferisce ai suoi scritti una particolare sensibilità storica nel confronto tra l’Urss e la Russia di Vladimir Putin.

Vi propongo qui una sintesi del suo saggio che appare sul nuovo numero della rivista Foreign Affairs ed è intitolato appunto «La discesa della Russia nella tirannide. Come quattro anni di guerra hanno trasformato la società».

Nina Khrushcheva........

© Corriere della Sera