Il blitz contro Maduro spiegato dal suo vero stratega: Marco Rubio
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Il Segretario di Stato Marco Rubio è il personaggio del momento. à lui lâuomo-chiave dellâoperazione Maduro. Non solo perché è il titolare ufficiale della politica estera Usa come capo del Dipartimento di Stato. Un incarico a cui aggiunge la guida del National Security Council, cioè la cabina di regìa strategico-militare della Casa Bianca; e non è molto frequente che i due ruoli si cumulino in una persona sola: fra i precedenti figura nientemeno che quello di Henry Kissinger sotto la presidenza di Richard Nixon.
Rubio, che nel 2015-2016 era stato un rivale di Trump nella corsa alla nomination repubblicana, è anche uno dei pochi trumpiani dotati di una vera esperienza e competenza sugli affari internazionali: come senatore si occupò di Esteri, sicurezza, Cina.
Infine e soprattutto, da figlio di emigrati-esuli cubani, come molti latinos della Florida ha posizioni anticomuniste, anticastriste, è un «falco» almeno quando si tratta di America latina. Trump gli ha riconosciuto un ruolo talmente importante nella vicenda Maduro, che nella conferenza stampa di sabato lo ha voluto al suo fianco (mentre non câera il vicepresidente JD Vance) e gli ha praticamente attribuito un ruolo di governatore-ombra del Venezuela.
Rubio 24 ore dopo quella conferenza stampa si è affrettato a precisare che gli Stati Uniti non intendono «governare il Venezuela», bensì «condizionarne il governo», che ovviamente è unâaltra cosa (con grande sollievo della base MAGA che guarda con sospetto ogni presa di responsabilità allâestero).
Nel frattempo quellâannuncio di Trump aveva scatenato i «meme» sui social media in cui Rubio appare come Vicerè del........
