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Il 2025 in una parola: «paura». L'anno «horribilis» dell'Occidente

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27.12.2025

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Gaza è stata trasformata in deserto, le classi medie temono la povertà. Era dal 2001 con le Torri Gemelle che per l’Occidente non c’era stato un anno più «horribilis» di questo

Gaza City, nell'ottobre scorso, distrutta dopo i bombardamenti delle forze armate israeliane

«Keep calm and carry cash». Ognuno ha la sua personalissima «scala Mercalli della paura», reagisce a modo suo al pericolo, reale o percepito che sia. Ebbene, in questo 2025 da paura, lo spavento più grosso io me lo sono preso il 26 settembre, giorno in cui la Banca centrale europea, proprio mentre preparava l’euro digitale, ha invitato tutti noi a tenere in casa un po’ di contante in caso di disastro. Pare che oggi la reazione primaria dell’homo sapiens sapiens di fronte a una minaccia, insieme a un aumento della sudorazione e della frequenza cardiaca, sia quella di procurarsi delle banconote. Almeno questo è successo nell’aprile in Spagna, quando 50 milioni di persone sono rimaste per 22 ore senza energia elettrica, senza bancomat, senza Amazon, a causa di un gigantesco blackout. Quel giorno ci siamo detti in tanti: ma non è che i banchieri centrali di Francoforte sanno qualcosa che noi non sappiamo? Che sta per arrivare un’altra invasione, una grande alluvione, un terremoto, qualcosa che ci costringa a scappare stringendo un pugno di banconote?

La seconda paura più grossa dell’anno me la sono presa la notte di Natale, quando la nuova e bisbetica presidenza imperiale della superpotenza americana ha ordinato «un attacco potente e letale» sulla Nigeria. Ma è stato uno spavento di origine più........

© Corriere della Sera