Le istituzioni e il Bonaparte di turno
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Hai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
La sentenza della Corte suprema sui dazi che ha messo in seria difficoltà il presidente americano potrebbe essere una buona occasione per costringere gli italiani a riflettere sul proprio atteggiamento nei confronti delle istituzioni. Nei mesi scorsi in Italia tanti commentatori hanno dato per scontato che, siccome la Corte è dominata dai conservatori, avrebbe seguito come un fedele cagnolino le istruzioni del presidente. Il caso della Corte suprema veniva spesso citato per dimostrare quanto fossero deboli gli argini costituzionali a salvaguardia delle libertà a fronte di un presidente con una vocazione autoritaria. Quei commenti erano espressione di un atteggiamento «proiettivo»: si attribuivano agli americani (ivi compresi i giudici della Corte suprema) il proprio modo di considerare le istituzioni. In Italia tanti si aspettano che le istituzioni siano sempre piegate alle esigenze partigiane di volta in volta vincenti. È un atteggiamento che accomuna destra e sinistra. Naturalmente, c’è il gioco delle parti: se governa la sinistra, la destra l’accuserà di piegare le istituzioni alle proprie esigenze partigiane, se governa la destra la sinistra farà altrettanto. In realtà, pari sono. La visione partigiana delle istituzioni è fatta propria anche da molti che vi occupano posizioni di rilievo. Nonché da tanti commentatori. Ecco perché ci si........
