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Marisa Laurito, l'addio al Trianon tra lacrime e applausi: vi lascio un grande teatro, carica di orgoglio

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13.03.2026

I saluti del quartiere e degli artisti che hanno calcato le tavole del teatro di Forcella nei suoi sei anni di direzione artistica: abbiamo fatto tanta cultura, quella che educa, insegna, illumina le coscienze

Marisa Laurito, saluti al Trianon

Dopo sei anni di grande teatro al Trianon, Marisa Laurito (molto commossa) ha voluto salutare il popolo di Forcella e gli artisti che hanno costellato le sei stagioni che l’hanno vista acclamata direttrice artistica della rinascita della storica sala. «Grazie a tutti per essermi venuti a salutare, non sperate che io sparisca, ci rivedremo ancora - ha detto -, volevo vedervi tutti anche perché credo ancora fortemente negli sguardi, nell’abbraccio, nel valore del ringraziamento». 

Marisa Laurito ha lanciato subito una sorta d’investitura per una nuova guida del teatro. Il primo ad essere ringraziato e citato è stato, infatti, Davide Iodice. «Ha fatto molto per il quartiere, un ragazzo in gamba, onesto, buono, con una gran voglia di lavorare, oltre che un eccellente regista». Parlando di lui Marisa si trasforma, anzi resta la «pasionaria» che è sempre stata, la paladina dei diritti civili (ora anche via social) e delle popolazioni oppresse dell’Iran, della Palestina, dell’Ucraina, dell’Africa tutta. «Il mio primo ingresso in questo teatro - ha raccontato - è stata l’organizzazione di una marcia della pace insieme con Davide e con tutte le forze positive del quartiere, con le associazioni, le scuole. Abbiamo sfilato in tantissimi, con la bandiera della pace. Davide chiamò questa marcia “fuoco amico”, perché lì bruciammo tutti i pensieri negativi, le paure, scritte dai ragazzi. Un gesto politico nel senso più alto del termine. Io credo fortemente che il teatro oltre a far ridere, pensare, aprire la mente e commuovere, debba integrarsi con il territorio e la comunità che lo abita, ancor di più qui a Forcella. E io in questa direzione artistica, mi sono impegnata artisticamente e civilmente, tentando di unire la città colta e quella popolare. Davide Iodice è stato scelto dal cda che ringrazio per avermelo presentato, ha curato in questi anni il teatro delle persone, un attività di arte e inclusione sociale per i giovani aperta alla comunità e al territorio, un regista molto bravo e speciale che spero Napoli non si lasci scappare via... Ci tengo a sottolinearlo perché questa città spesso non riconosce i suoi figli più cari che hanno grande forza e voglia di fare cose. Quelli che lavorano tanto e con disciplina, rigore e passione, come mi ha insegnato Eduardo. Insomma, non ve lo fate scappare!». 

Applausi a lei dal pubblico e dagli artisti coinvolti e presenti ai saluti di Marisa, da Nello Mascia ad Antonio Sinagra, da Mario Maglione a Patrizio Trampetti, Tony Cercola, Marisa Confalone, Antonella Stefanucci, Marzio Honorato, Lino Vairetti, Fiorenza Calogero, Vincenza Purgato e tanti altri, Rocco Barocco, Giuliana Gargiulo, Nino Daniele, Lello Esposito, Angela Tecce, Mimmo Ciruzzi, Titta Fiore, Gino Aveta, Dino Falconio, Pasquale Scialò, Antonio Bassolino e Annamaria Carloni. 

Impossibile, però, citare i tantissimi artisti che hanno calcato le tavole del teatro in questi ultimi sei anni, i compagni di avventure di queste intense stagioni della sua direzione artistica (e sociale) in cui il Trianon è di nuovo assurto al ruolo di grande teatro della canzone napoletana, punto riferimento per big e giovani talenti. Con più di 400 spettacoli messi in scena e circa una ventina di produzioni proprie, performance televisive e radiofoniche. 

«Ho messo su un programma di grandissima qualità e potenza. Napoli non aveva un teatro che raccontasse la sua bellissima e preziosa storia musicale, adesso ce l’ha! Il Trianon Viviani, teatro della canzone napoletana. E io sono molto orgogliosa che ce l’abbia grazie a un mio progetto, e grazie anche a chi mi ha aiutato a realizzarlo». I primi omaggi vanno giustamente a chi ha accompagnato il lavoro di questi ultimi anni, alle istituzioni, senza le quali nulla sarebbe stato possibile, da Rosanna Romano, storica direttrice generale per le politiche culturali nella Regione di Vincenzo De Luca, a Ninni Cutaia, neo assessore regionale alla Cultura e accorsato manager teatrale che la rassicura con un abbraccio che il futuro del Trianon sarà roseo. «Un uomo d’esperienza - ha detto di lui Laurito - che sa quel che fa e sicuramente sceglierà un direttore all’altezza di guidare il teatro». Poi, i ringraziamenti alla Città metropolitana e al sindaco Gaetano Manfredi che, non potendo presenziare le ha mandato una lettera pubblica, che nella sua parte iniziale recita così: «La sua direzione artistica ha saputo coniugare la tradizione partenopea con l’attenzione verso nuovi talenti, favorendo un dialogo tra le esperienze musicali locali e quelle provenienti da altri contesti. In questi anni il Trianon ha ospitato numerosi momenti di spettacolo e di approfondimento culturale, raggiungendo un pubblico ampio anche grazie alle trasmissioni televisive realizzate nel teatro. Tra le iniziative più significative della sua direzione va ricordata la “Stanza delle Meraviglie”, spazio immersivo e multimediale dedicato alla storia della canzone napoletana, realizzato con l’uso di tecnologie digitali. Il lavoro svolto ha avuto anche un importante valore sociale, contribuendo a rafforzare il rapporto tra il teatro e il quartiere di Forcella e a mettere in rete energie e risorse positive per la vita culturale della città. E non è mai mancata la sua attenzione a temi di carattere civile, come la promozione della pace e il contrasto alle discriminazioni contro le donne». Dopo i mille big e i politici citati, ecco i giovani talenti: «Il mio vanto è quello di averli scelti e confermati ogni anno - ha raccontato -, di aver puntato su di loro ogni stagione. Avevano bisogno di una “casa” e ora in tanti volano alto». Rimpianti? Pochi. 

«Sicuramente - chiude il capitolo Marisa Laurito -, volevo fare un bar fuori dal teatro con una app su tutti i tavolini per ordinare a qualcosa a tutti i commercianti di Forcella e far venire a suonare tutti i ragazzi del Conservatorio. Certo, ci sarebbe stato bisogno di investimenti più importanti, strategie pubblicitarie e di marketing, ma poi mi giro indietro e penso a quando ho iniziato questo lavoro e non era scontato che tanti artisti di valore, accettassero di venire a lavorare in questo teatro. Hanno avuto fiducia in me. E tante cose anche per Forcella le abbiamo fatte, siamo riusciti a legare con la parte più bella del quartiere con il teatro fuori dal teatro e i commercianti ci hanno aiutato. Abbiamo adottato e ripulito la piazza, come le scale, un tempo luogo di spaccio, e dove ora c’è un ristorante. Insomma, ora c’è vita. E c’è cultura. Noi qui abbiamo fatto tanta cultura, quella che si impara vivendo e che si riesce a trasmettere, quella che educa, insegna, illumina le coscienze». Parola di Marisa Laurito, vera regina di Napoli che mancherà tanto alla «sua» Forcella.

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13 marzo 2026 ( modifica il 13 marzo 2026 | 06:55)

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