menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Epatite A, la protesta dei venditori di cozze: ordinanze e false notizie ci stanno rovinando

4 0
previous day

Un centinaio di pescivendoli provenienti anche dalla provincia hanno manifestato sotto il Comune: «Nella giornata di domenica non abbiamo venduto niente, serve una informazione che non ci danneggi»

I pescivendoli riuniti questa mattina sotto la sede del Comune (Ansa)

«Si parla di epatite A e si fanno vedere le immagini di cozze. È chiaro che così nessuno le compra più. Se c'è un problema bisogna individuarlo ed affrontarlo. L'incubazione, come si sa, dura settimane ed è difficile stabilire in questo tempo cosa e dove abbia mangiato la persona che poi risulta colpita dal virus». Non ci stanno i venditori di molluschi di Napoli e scendono in protesta, ai piedi di Palazzo San Giacomo, sede del Comune, per opporsi alle ordinanze che vietano il consumo di molluschi bivalvi vivi nei pubblici esercizi. Quella che porta la firma del sindaco di Napoli è stata forse la prima in assoluto. Per loro, come è stato spiegato questa mattina, si tratta di un gioco al massacro nei confronti della categoria. 

Un centinaio di pescivendoli, non solo del capoluogo ma provenienti anche da varie parti della provincia, si sono radunati chiedendo a giornali e televisioni, ma anche al sindaco Gaetano Manfredi, di fornire una chiara informazione ai consumatori dopo i numerosi casi di epatite A. «Non si può ridurre tutto a un divieto, senza aver stabilito la vera causa e definito i reali confini dell'aumento dei casi di epatite. Il sindaco - ha spiegato un portavoce dei manifestanti - deve capire che con questa ordinanza, accompagnata da una campagna denigratoria di stampa superficiale e da false notizie che circolano su internet, si rischia di mettere in strada centinaia di famiglie. Siamo rovinati, nessuno compra più niente ed è per questo che siamo qui, dopo una domenica drammatica sotto il profilo degli incassi».

«Ci aspettiamo che qualcuno ascolti le nostre istanze, altrimenti la prossima volta ritorneremo in piazza portandoci anche le famiglie», ha concluso un altro portavoce dei manifestanti. A ieri la situazione dei contagi, almeno stando al bollettino quotidiano dell'ospedale Cotugno, parlava di 54 pazienti in corsia e di 8 nuovi ingressi nella giornata di domenica. Ma questo, solo per quanto riguarda la città di Napoli.

Vai a tutte le notizie di Napoli

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Partecipa alla discussione


© Corriere del Mezzogiorno