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Ritornata ai napoletani la meraviglia

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wednesday

Ripristinato l’ingresso di via Duomo. Esposizione dei codici di Acquaviva

Il «rinascimento» della Biblioteca dei Girolamini a Napoli non poteva iniziare che così. Con una mostra intitolata Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva , straordinario umanista e uomo d’armi degli Aragonesi, proprietario di una collezione libraria seconda solo a quella famosa, e altrettanto dispersa, di re Alfonso e successori. Le notizie dunque sono due. La prima è che le sale amate da Giambattista Vico e Benedetto Croce aprono definitivamente. E presto saranno anche ricollocati i libri rubati dal «sacco», recuperati in parte e recentemente dissequestrati.

Da oggi sono visitabili dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 18.30 (ultimo ingresso entro le 17.30), sabato, domenica e festivi dalle 8.30 alle 13.30 (ultimo ticket alle 12.15, chiuse i lunedì e nelle giornate gratuite). Per motivi di sicurezza è consentito l’accesso a 40 persone ogni 45 minuti (mostra 15 euro, ridotto 2). Dopo la chiesa aperta due anni fa e ora il luogo più iconico dedicato a «virtute e canoscenza», per Natale, annuncia la direttrice Antonella Cucciniello «riaprirà anche la quadreria e poi via via i chiostri e altre aree: quando parliamo di Girolamini, infatti, parliamo di un pezzo di città che si estende su 12 mila metri quadrati. Il Complesso è reduce da una stagione di restauri e adeguamenti impiantistici che ha impegnato la Soprintendenza archeologica e Belle arti, l’ex segretariato regionale per la Campania del Mic e il Comune». 

Cucciniello è anche la curatrice dell’esposizione con Teresa D’Urso, docente di Storia dell’arte medievale e della miniatura all’Università Vanvitelli. Ed è lei a raccontare la seconda notizia, ovvero il tentativo cui mirano i suoi studi di rintracciare, con una sorta di censimento internazionale, quanti più libri possibile della biblioteca di Matteo III che era policentrica, divisa nei vari palazzi e tenute, a partire da quello napoletano che si trovava nella zona del Conservatorio San Pietro a Majella. La mostra ha come nucleo centrale le cinque opere di Acquaviva conservate ai Girolamini, cui si aggiungono altre da importanti prestiti come Geographia di Strabone (Roma o Napoli, 1470-1480) proveniente dalla vicina Nazionale, Moralia di Plutarco (in greco, Napoli, 1485-1495) che arriva dalla Biblioteca Estense di Modena e la Medaglia (Napoli, fine XV-inizi XVI) che da Milano (Castello Sforzesco) ci restituisce il volto di questo straordinario personaggio del quale non riusciremo più a fare a meno.

Per la prima volta, è stato ripristinato l’ingresso al Complesso da via Duomo 114, proprio affianco all’ultima edicola chiusa da qualche anno: lo storico proprietario Raffaele, ormai ultra ottantenne, sugli antichi battenti oggi riaperti, quasi in continuità con la Biblioteca interna che forse non aveva mai visto, esponeva i libri che vendeva in allegato ai giornali. Ma questa è una tranche de vie quasi novecentesca. Da ieri, dall’esterno si è attratti da un occhio digitale che invita alla visita. Si prosegue prima nella Sala del camino, poi nella maestosa Vico, attraversando un allestimento multimediale firmato da Kaos: mentre sulle pareti i video raccontano la vita di Acquaviva, nelle teche si svelano incunaboli e codici miniati, schermi digitali consentono la lettura di testi scelti.

Rilevante il ruolo della Regione che ha sposato il progetto finanziandolo con l’Accordo per la coesione, come ha raccontato Rosanna Romano, direttore generale per le politiche culturali e il turismo, che ha portato anche i saluti dell’assessore Ninni Cutaia: «Antonella Cucciniello è la partener ideale nella difesa di un avamposto di conoscenza, in passato ferito come molti luoghi della città. Un nostro studio rivela che i flussi turistici aumentano in corrispondenza di un’offerta culturale sempre più qualificata». Dal canto suo, il direttore generale dei Musei Massimo Osanna, che ha inaugurato ieri mattina l’esposizione anche con Ferdinando Tozzi, consulente del Comune, commenta che «la riapertura della Biblioteca segna un passaggio fondamentale nel percorso di restituzione di un complesso che è insieme monumento e luogo vivo di produzione del sapere. La mostra dedicata ad Andrea Matteo III Acquaviva consente di riportare al centro una stagione di straordinaria vitalità culturale come il Rinascimento meridionale, restituendo, attraverso la ricomposizione della biblioteca, un orizzonte coerente di idee, relazioni e visioni del mondo. In questo quadro, nell’ottica di rete che caratterizza il Sistema museale nazionale, biblioteche, archivi e musei si confermano come componenti essenziali di un sistema integrato di luoghi in cui conservazione, ricerca e fruizione si intrecciano».

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