Parrella: «Velasco ha donato il mio libro ad Antropova: "La ragazzina" nelle sue mani realizza il suo scopo»
La scrittrice, habituée della flegrea Procida, presenta con Elisabetta Montaldo il romanzo dedicato a Giovanna d'Arco, nella cinquina del Premio Campiello
Valeria Parrella e la copertina del suo romanzo
Lo steccato in legno su questo pezzo di promontorio procidano inquadra in progressione Vivara e Ischia, ovvero l’ex cratere vulcanico e l’isola che trema e frana. Valeria Parrella torna qui ogni agosto, da tanti anni. A Marina della Chiaiolella, per la precisione, piccola enclave dell’isola di Arturo che, con i suoi soli tre chilometri, sa ancora essere come la volle Elsa Morante: «Quella, che tu credevi un piccolo punto sulla terra, fu tutto». Un tutto flegreo che trema quando Pozzuoli trema. E ora che da lì non partono più navi pesanti perché la banchina ha ceduto, è un po’ monca. Perché per Procida il continente più che da Napoli comincia da Pozzuoli. Per il primo anno, Parrella è approdata qui dalla sua casa di Modena, dove si è trasferita con il marito, il regista Davide Iodice e con il figlio Andrea. La loro casa di Bagnoli aveva subito danni già dalle scosse del 2025 ed erano sfollati nello studiolo di piazza Dante. In quel periodo stava scrivendo La ragazzina (Feltrinelli), ora nella cinquina del Premio Campiello che si assegnerà a Venezia il 3 ottobre. Al netto del sardo Marcello Fois, è anche l’unica meridionale. Il romanzo sarà presentato oggi, alle 19,30, al Molo di Sopraflutto di Procida, dalla costumista e scrittrice Elisabetta Montaldo, curatrice del ciclo Sfingi che debutta con quest’anteprima.
«La ragazzina» è un libro che il........
