Napoli, la Zecca voluta dagli angioini diventerà un ostello
La storia del palazzo monumentale e la sua acquisizione da Prelios Sgr
«Quanta spíngule daje pe’ nu turnese?». Non bisogna essere numismatici per capire l’immenso valore del Palazzo della Zecca di Napoli che coniò anche tornesi. Non bisogna essere nemmeno storici dell’architettura per riconoscere l’immenso rilievo che il Palazzo, acquistato nel 1333 da Roberto d’Angiò per battere moneta, ha nella storia e nell’immaginario, come testimoniano i versi di Salvatore Di Giacomo della celeberrima ‘E spingole frangese.
Il re «frangese» comprò il Palazzo da Nicola di Somma che l’aveva fatto costruire pochi decenni prima, di fronte alla nuova chiesa di Sant’Agostino che, dopo poco, come tutta la zona, si sarebbe chiamato alla Zecca. Il sovrano vi trasferì anche l’archivio della cancelleria del Tribunale (si legga Renato Carrelli, L’edificio della zecca in Napoli). Se re Roberto fu il primo ad acquistare questo fabbricato rendendolo fondativo della storia economica italiana, è notizia di ieri che l’ultima sia stato Prelios Sgr, società di........
