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Il Cimitero delle Fontanelle riapre il 18 aprile

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08.04.2026

I luoghi erano chiusi dal 2019 per motivi di sicurezza. Il sindaco Manfredi: esempio di partnership pubblico-privato. L'assessore al turismo Armato: in città per Pasqua abbiamo avuto 700 mila presenze

Riaprirà il 18 aprile il Cimitero delle Fontanelle, uno dei luoghi più iconici e rappresentativi di Napoli, chiuso dal 2019 per problemi di sicurezza. Ha parlato di giornata storica l’assessore al Turismo del Comune, Teresa Armato, che arricchisce ancora di più l’offerta di Napoli ai visitatori. Città che ha fatto già registrare per le festività pasquali, settecentomila presenze, in larga parte turisti italiani. La riapertura delle Fontanelle rappresenta perciò un risultato importante perché, come è stato detto stamattina in conferenza stampa, il sito non solo riapre ma non richiuderà grazie alla collaborazione tra Comune, cooperativa La Paranza e associazioni. 

Un momento della conferenza stampa di oggi (ph Elena Scarici)

Era l’aprile del 2010 quando furono proprio gli abitanti del Rione Sanità a protestare per la sua chiusura, occupando il sito. Il cimitero riaprì ma nel 2019 chiuse definitivamente per problemi di sicurezza. «Quel giorno lo ricordo bene - ha raccontato la presidente della cooperativa La Paranza, Susy Galeone - forzammo un po’ la mano ma poi non riuscimmo a garantire l’apertura. Il nostro impegno, però, non si è mai fermato. Oggi compiamo un altro passo importante forse più delle Catacombe perché non è stato fatto per la Comunità ma con la Comunità». 

L’inaugurazione avverrà con una processione che partirà da largo Totò e arriverà fino al Cimitero. «È una riappropriazione dell’identità di un quartiere- ha detto il cappellano don Giuseppe Rinaldi - che restituisce la vocazione all’accoglienza del territorio aprendo un tratto che di solito è complicato da raggiungere, quasi un imbuto». Anche per il presidente della terza municipalità Fabio Greco questa riapertura consentirà anche a quel tratto più lontano e nascosto del Rione di diventare meta turistica. 

Un sito eccezionale, forse unico nel suo genere, dove sacro e profano si mescolano, dedicato al culto dei morti, fortemente presente nella cultura napoletana. Per accedervi bisogna prenotarsi. Sarà aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 10 alle 18 con ultimo ingresso alle 17,15. Ci sarà un app per chi non richiede la visita guidata. Quindici i ragazzi che racconteranno il sito assunti regolarmente e con età massima di 28 anni. Gratuito il biglietto per i residenti di seconda e terza municipalità, 10 euro per gli altri. La segnaletica è stata realizzata in collaborazione con gli alunni della scuola elementare Russo-Montale. 

Tanti i donatori che hanno contribuito, a partire dalla Fondazione con il Sud. «Siamo un esempio in Italia del principio di sussidiarietà con questa riapertura- ha spiegato il presidente di Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio - grazie a questo modello virtuoso di partenariato fra pubblico e privato». I lavori hanno riguardato la messa in sicurezza delle cave interne mentre l’esterno è stato curato dal progetto di rigenerazione urbana, coordinato dal Dipartimento di Architettura di Napoli grazie a quattro borse di studio che il senatore Renzo Piano ha destinato a quattro giovani architetti napoletani. Una riqualificazione che ha riguardato 450 metri quadrati. Il tutto nel rispetto delle originarie condizioni dei pavimenti e dei colori esistenti.

«Questo è un modello di politica pubblica di rigenerazione urbana insieme alla comunità, al terzo settore e a investimenti privati - ha aggiunto la vicesindaca Laura Lieto - che continuerà con altri interventi alla Sanità e in tutto il Centro storico». «Il cimitero delle Fontanelle è stata una sfida - ha aggiunto il sindaco Gaetano Manfredi - perché ci sono tanti simboli ma anche gesti concreti, prima volta di un partenariato pubblico-privato che ha tenuto anche conto del grande impatto sociale. In una logica competitiva la cooperativa La Paranza si è aggiudicata la gara pubblica, in più abbiamo messo fine ad uno stillicidio che ha visto aperture e chiusure dettate da interventi non idonei. Si tratta di una cavità posta sotto un terreno agricolo che necessitava di sicurezza e staticità, non c’erano né sistemi antincendio e i servizi igienici, neanche le uscite di sicurezza. Un lavoro molto complesso ma il risultato è emozionante senza dimenticare il valore del luogo di culto la sistemazione esterna che si incastrerà con i lavori della nuova uscita della metropolitana e dell’intervento urbano al Rione Sanità. Per gestire i luoghi ci vogliono le risorse con persone assunte e tutelate. La quota degli incassi la destineremo alla manutenzione». Un bell’esempio e una bella storia che restituisce la memoria ma proietta nel futuro.

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