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Napoli, il boom di epatite A e la zuppa del Giovedì santo: «Noi la serviremo ai clienti, le cozze sono sterilizzate»

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02.04.2026

‘A figlia d’’o Marenaro di via Foria: «Sicurezza al primo posto, potete fidarvi»

A Napoli il suo locale si identifica con la zuppa di cozze. Che, proprio grazie alla «Figlia d’ ‘o Marenaro» in via Foria, si è spinta ben oltre il ruolo di piatto rituale del Giovedì Santo. Assunta Pacifico, la titolare, ha lavorato sodo per affermarsi. Ed ora è proprio lei, in piena controtendenza, a sponsorizzarla nel giorno comandato. Un modo per esorcizzare la psicosi da mitili, esplosa con il moltiplicarsi dei casi di epatite A registrato nelle ultime settimane. Del resto, anche le ordinanze emanate dai comuni per prevenire l’ulteriore diffusione della malattia parlano chiaro: le cozze non vanno consumate crude, ma cotte sì, a patto che siano state portate a una temperatura maggiore di 60-80 gradi per 4-5 minuti. Una precauzione seguita alla lettera alla «Figlia........

© Corriere del Mezzogiorno