Ischia, i carabinieri scoprono abusi edilizi con il drone: sigilli a 10 manufatti accanto al Sentiero delle Baie |
Su un'area di 12 mila metri quadrati nel territorio di Barano erano stati fatti sbancamenti, pergolati, lavori edili senza alcuna licenza su terreni vincolati
Dieci manufatti abusivi di cui 5 ancora grezzi. Sessanta metri lineari di muri di contenimento, terrazzamenti pavimentati, tettoie, pergolati, sbancamenti, estrazioni di roccia e lavori edili abusivi che hanno interessato un’area di 12.000 metri quadrati. È la cronaca di uno scempio paesaggistico quella che riportano i carabinieri i quali a Barano d’Ischia hanno individuato e fermato una vera e propria lottizzazione abusiva. I militari della locale stazione erano impegnati nel monitoraggio del territorio in uno dei Comuni dell’isola quando, in località Montegatto, hanno individuato i manufatti. Non lontano dal celebre "Sentiero delle Baie”, un percorso escursionistico che attraversa vigneti, querce e fichi d'india. Hanno partecipato all’operazione anche gli agenti della polizia locale e personale dell’ufficio tecnico comunale.
Droni contro l'abusivismo edilizio, maxi sequestro a Ischia
«L’intera area – informa la nota diramata in mattinata - è stata sequestrata per l’irreversibile trasformazione orografica del territorio, che è sottoposto a rigidi vincoli e a tutele per l’elevato valore paesaggistico e naturalistico. Il proprietario del terreno è stato denunciato».
Continua a suscitare allarme, dunque, il fenomeno dell’abusivismo edilizio ad Ischia, territorio che nei decenni è stato particolarmente danneggiato dal proliferare di piccoli e grandi abusi edilizi. Negli ultimi tempi, peraltro, sono aumentate le ordinanze di demolizione emanate dai Comuni, le quali sono poi spesso impugnate dai destinatari innanzi al Tar ed al Consiglio di Stato. Tra gli ultimi casi quello relativo all’ordinanza per alcuni interventi, considerati abusivi, da parte del Comune di Ischia nei confronti degli attuali proprietari della villa che è appartenuta al ministro Antonio Marzano e che è situata nei pressi del Castello Aragonese. Le contestazioni riguardano una cantinola, tettoie, un manufatto di 13 metri quadrati, opere interne. Il Comune si è attivato dopo la diffida di un confinante ed ha ingiunto a Carlo e Paolo Marzano la demolizione di tali presunti abusi edilizi. Tar e Consiglio di Stato hanno respinto la richiesta di sospensiva. Si attende che si pronunci poi nel merito la giustizia amministrativa.
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