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Il giallo di Paul Neeraj,

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28.04.2026

A Salerno. Il capo della procura nazionale antimafia, Melillo: «È la vera spia dello sfruttamento dei più fragili»

Aveva 36 anni e una storia di sfruttamento alle spalle. Paul Neeraj è morto il 24 aprile, dopo un ricovero tardivo e un’infezione ormai troppo estesa per essere curata. Era stato abbandonato al pronto soccorso dell’ospedale Ruggi di Salerno nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 aprile in condizioni disperate: incosciente, con le gambe completamente annerite dalla cancrena. Era solo e non parlava italiano. Due settimane di agonia e diverse sedute in camera iperbarica nel reparto malattie infettive non l’hanno salvato. Per i medici l’uomo non è mai stato fuori pericolo. L’obiettivo iniziale era di evitare di amputare le gambe ma, nonostante un lieve miglioramento iniziale, la situazione è precipitata. Il fegato era ormai compromesso, così come altri organi interni colpiti dall’infezione.

Secondo quanto riferito dall’ospedale, il quadro clinico di Neeraj risultava compatibile con un’esposizione diretta e prolungata a sostanze tossiche senza adeguate protezioni. Un’ipotesi che rafforza il sospetto di un legame con le........

© Corriere del Mezzogiorno