Quarto, il sindaco Sabino minacciato dopo aver demolito i silos confiscati alla camorra
Intimidazioni sui social: «Ti metto dentro a un muro». Presentata denuncia, il Prefetto rafforza la vigilanza
I silos abbattuti e nel riquadro il sindaco Antonio Sabino
Quel cementificio a Quarto era stato per anni un bene simbolo per il clan Polverino-Nuvoletta: confiscato, sì, ma rimasto praticamente intoccabile, sempre nelle mani della camorra per 34 anni. Può essere questo il motivo che ha portato alle frasi intimidatorie comparse ieri sui social, proprio sotto la nota a firma del sindaco Antonio Sabino che annunciava l’abbattimento dei silos della ex «CaFa 90», in un’area di via Marmolito pronta a tornare fruibile per la cittadinanza grazie ad un progetto approvato dal ministero dell’Interno e finanziato con circa 5 milioni di euro di fondi del Pnrr. Il cementificio è stato confiscato e acquisito al patrimonio del Comune di Quarto, che ha deciso di trasformarlo in un centro polivalente culturale con teatro all’aperto e aree fitness. Con i suoi 2 ettari, si tratta del bene confiscato più ampio della cittadina flegrea.
«Morta una camorra se ne fa un’altra»; «Pupazzo»; «Pupazzi»; «Ti metto dentro ai muri»:........
