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Corte dei Conti, contestato danno erariale di quasi 900mila euro a quattro ex direttori generali di ospedali

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Erano andati in pensione ma ricoprivano l'incarico nelle aziende sanitarie incassando lo stipendio. Le contestazioni ai manager Pizzuti, Bianchi, Longo e D'Amato

Il Pascale è uno degli ospedali dove ha svolto il ruolo di manager uno degli indagati

Nonostante fossero in pensione, sono stati chiamati nuovamente in servizio e avrebbero percepito stipendi che, secondo la normativa , non avrebbero dovuto intascare. È questo il motivo che ha portato la Procura regionale della Corte dei Conti della Campania ad ipotizzare un presunto danno erariale complessivo da 880.988 euro nei confronti di quattro ex direttori generali di aziende sanitarie campane, ognuno per cifre che vanno dai 75mila ad oltre 300mila euro. Stamattina, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno notificato “inviti a fornire deduzioni” nei confronti dei quattro ex direttori generali che, dopo essere stati collocati anticipatamente in quiescenza con attribuzione del relativo trattamento pensionistico, avrebbero continuato a percepire – fino al termine del mandato – la retribuzione connessa all’incarico ricoperto. 

Tutto ciò in violazione della norma, che vieta il conferimento di incarichi dirigenziali o direttivi a soggetti già collocati in quiescenza, salvo che siano svolti a titolo gratuito. Nel mirino delle indagini contabili sono finiti Giuseppe Longo (fino al 2025 dg dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli), Renato Pizzuti (fino al 2025 dg dell’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specialità San Giuseppe Moscati di Avellino), Attilio Bianchi (fino al 2024 dg dell’Istituto di Cura a Carattere Scientifico Fondazione Pascale di Napoli) e Vincenzo D'Amato (fino al 2025 dg dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno). 

Le indagini, relative al periodo 2022-2025, hanno consentito di ricostruire la posizione lavorativa e i compensi percepiti dai quattro direttori generali dal momento del pensionamento fino alla cessazione dell’incarico. Tutti sarebbero andati volontariamente in pensione prima della naturale scadenza del mandato, continuando a cumulare il trattamento pensionistico con la retribuzione dirigenziale. È emerso, inoltre, che tre dei quattro direttori generali avrebbero inizialmente sospeso l’erogazione della retribuzione in coincidenza con il collocamento in quiescenza, per poi riattribuirsela autonomamente – comprensiva degli arretrati maturati – alla scadenza del mandato, senza darne comunicazione alla Direzione generale regionale. 

Nello specifico, sono queste le contestazioni economiche della Procura della Corte dei Conti: per Longo, un danno erariale di 171mila euro; a Pizzuti oltre 382mila euro; Bianchi, danno erariale di quasi 134mila euro; e D'Amato oltre 193mila euro. Dopo la notifica, adesso i quattro ex direttori generali avranno 45 giorni per la presentazione di memorie difensive ed eventuale documentazione per dimostrare la correttezza del proprio operato, e potranno chiedere di essere ascoltati dal pm contabile.

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22 aprile 2026 ( modifica il 22 aprile 2026 | 11:12)

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