Napoli, con il Lecce Conte non rischia Lobotka. Ma riecco De Bruyne, Anguissa e McTominay
Prudenza con il regista slovacco, forse pronto per Cagliari. A centrocampo si rivedono però le stelle azzurre. Juan Jesus a ranghi ridotti, dubbi in difesa
Non sono ancora i favolosi quattro del Patini di Castel Di Sangro che ricordavano la potenza musicale dei Beatles su un campo di calcio, ne manca soltanto uno: Lobotka, il direttore d’orchestra per giocare ancora nel parallelismo con la musica. Ridurre il rischio in questa stagione tormentata è l’indicazione da seguire al centro sportivo di Castel Volturno verso i play-off e lo stesso Mondiale.Lobotka rientrerà a Cagliari, l’ultima gara prima della sosta e degli spareggi che coinvolgono anche la Slovacchia della mente del centrocampo azzurro.
Domani contro il Lecce Conte potrà disporre di Anguissa, McTominay e De Bruyne, con Gilmour ritrovato in una mediana tutta made in Premier League. Nomi di grande spessore per ricordare al Napoli il capitale di cui dispone, un’abbondanza di qualità che si è gradualmente sgretolata durante quest’annata.Il 25 ottobre scorso il Napoli, reduce dalla debacle di Eindhoven, batteva 3-1 l’Inter, comandava la classifica di serie A con 18 punti sui 24 disponibili insieme alla Roma. Fu l’ultima partita con Anguissa, McTominay e De Bruyne e andarono tutti a segno: Kevin con il rigore dell’infortunio, Frank e Scott con due gol in ripartenza ispirati dall’intuizione Neres al centro dell’attacco.Era il Napoli della scommessa di Conte e del direttore sportivo Manna di aggiungere talento all’ordine della squadra dello scudetto, quella in cui Anguissa e McTominay hanno fatto un po’ come Marchisio e Vidal della Juve contiana, gli attacchi per linee interne favoriti dal lavoro da boa di Lukaku.I Fab Three, pallone da èlite nobile, una cartolina da osservare in lontananza nelle strade contorte dei “what if”, che si riassume in numeri, una fotografia di cosa è stato e magari poteva essere.
Tutti e tre insieme, nonostante i quattro mesi in infermeria trascorsi da Anguissa e De Bruyne, fanno un patrimonio di 18 gol e 6 assist. C’è tutto in questo repertorio: inserimenti a rimorchio di Hojlund, gol di testa come McTominay ad Eindhoven, i calci piazzati di Kevin che in quei pochi mesi tra estate ed autunno ha messo in mostra una perfetta freddezza nei calci di rigore, oltre a quella traiettoria su punizione beffarda per Turati del Sassuolo con cui in pieno agosto si presentò alla serie A.La transizione è ancora in corso ma quando Anguissa, De Bruyne, Lobotka e McTominay saranno in condizioni ottimali, è probabile che Conte torni al passato, magari dopo la sosta a quel 4-1-4-1 d’inizio stagione o ad altre idee tattiche per tenere insieme tutti i Fab Four.
Mancano ancora Di Lorenzo, Neres e Rrahmani, si è fermato Vergara, il tesoro scoperto dentro l’emergenza, ma il Napoli si prepara alla sfida contro il Lecce con dei dubbi per Conte. In difesa gli uomini sono contati, Juan Jesus è affaticato, giocheranno Beukema, Buongiorno e Olivera ma qualche ballottaggio c’è: Gutierrez è in vantaggio su Spinazzola, Elmas su Giovane, De Bruyne e McTominay pronti a subentrare durante la ripresa mentre Anguissa dovrebbe riprendersi la mediana dal primo minuto 125 giorni dopo l’ultimo atto, la disfatta di Bologna del 9 novembre scorso.Il futuro è adesso, nelle ultime dieci gare del proprio campionato il Napoli scriverà il proprio destino. Sei partite al Maradona, quattro in trasferta, dalla sfida di domani contro il Lecce alla chiusura contro l’Udinese a Fuorigrotta il 24 maggio per prendersi la Champions League nella stagione in cui festeggiare il centenario del club. Il viaggio è in corso, la nave del comandante Conte ha dieci tappe da attraversare per prendersi l’Europa dei nobili.
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