Ramazzotti al Maradona: 42mila in festa e l’arrivo di D’Alessio infiamma lo Stadio
Eros torna da protagonista nello stadio di Fuorigrotta dopo un quarto di secolo e trova un’accoglienza da grande evento. Sold out, cori per tutta la serata e un’ovazione per Gigi
(ph Francesco Prandoni)
Sono le 21,40, quando sul palco a sorpresa compare una figura che allo stadio di Fuorigrotta non ha bisogno di presentazioni, il boato scuote il Maradona come nelle grandi notti di Champions o come quando segnava colui al quale è dedicato l’impianto. Gigi D’Alessio appare in scena e lo stadio esplode. Quarantaduemila persone in piedi, un urlo collettivo che attraversa gli spalti e arriva fino al prato. Per qualche minuto il palco cambia “padrone”. Quando Gigi compare sotto i riflettori, lo stadio reagisce come sa fare soltanto con uno dei suoi. Eros lo accoglie con un sorriso complice, i due sono amici, si stimano, si abbracciano e attaccano mano nella mano “Adesso tu”, cantata da tutti. Poi è lo stesso Ramazzotti a fare un passo indietro e a invitare l’amico al pianoforte. D’Alessio si siede davanti ai tasti e il pubblico si lascia trasportare da un medley che profuma di casa e di memoria: “Un nuovo bacio”, “Non dirgli mai”, “Annarè”.
(ph Francesco Prandoni)
Lo stadio accompagna ogni parola, trasformando il concerto in un gigantesco coro collettivo. In quel momento si incontrano due storie straordinarie della musica italiana. Insieme, Eros e Gigi hanno venduto oltre cento milioni di dischi nel mondo, ma i numeri contano poco davanti all’emozione che attraversa il Maradona. È il passaggio più intenso e simbolico della serata, quello che trasforma un concerto in una festa popolare e suggella il ritorno di Ramazzotti a Fuorigrotta venticinque anni dopo la sua ultima esibizione da........
