Caro-carburante, in Campania treni e bus in difficoltà:
De Gregorio: «Ai 12 milioni di euro di spesa si prevede di aggiungerne altri 4 in un anno. Occorre intervenire al più presto contro gli aumenti»
Fornitori delle aziende di trasporto pubblico locale che scrivono con tono quasi disperato che «il perdurare delle condizioni di mercato rende l’esecuzione della prestazione eccessivamente onerosa per l’operatore economico» e pertanto annunciano «un adeguamento dei prezzi pari al 26,32 per cento con decorrenza 10 aprile 2026». Altri che accelerano nella richiesta di modificare «la soglia dell’alea contrattuale» per far fronte agli effetti imprevedibili di un mercato del carburante e dell’energia letteralmente impazzito.
«Se dovessero rimanere queste terribili condizioni — riferisce Umberto De Gregorio, presidente della holding regionale del trasporto Eav — calcoliamo un costo annuo in più per il carburante di 2 milioni di euro e di altri 2 milioni per l’energia elettrica. Dunque, ai 12 che normalmente spendiamo se ne aggiungeranno altri 4. Come possiamo far fronte a questa emergenza? Abbiamo scritto una lettera con il vertice di Air Campania alla Regione Campania, all’assessore ai Trasporti Mario Casillo. Di certo, non possiamo ridurre il servizio. Penso che si attendano provvedimenti di carattere nazionale. Per ora — sottolinea — riusciamo anche a reggere con il bilancio, ma qualcuno dovrà pure intervenire. Sento parlare insistentemente di austerity. Ma non so davvero prevedere cosa potrà accadere da qui ai prossimi mesi».
Insomma, non soltanto gli aeroporti senza rifornimento di carburante. Ma anche bus e treni locali rischiano di rimanere fermi di questo passo. Anzi, senza fare un passo in avanti. «Alla data odierna si rileva già un aumento reale dei costi energetici e di carburante pari a circa il 30% e tale dato è destinato naturalmente ad aumentare per effetto del prolungarsi del conflitto in Iran — scrivono i vertici delle aziende regionali di trasporto pubblico all’assessore ai Trasporti, Casillo —. Risulta evidente che tali aumenti, determinati da fattori politici esogeni alle scriventi società, dei quali oltretutto non si può prevedere né la durata né gli effetti finali, stanno già determinando una situazione di insostenibilità economica e finanziaria allo svolgimento regolare dei servizi Tpl. Peraltro, il recentissimo decreto legge n. 33 del 18 marzo 2026, non ha adottato alcuna misura di sostegno — lamentano gli amministratori — al settore del Tpl. Per quanto sopra, si auspica un urgente e adeguato intervento al fine di risolvere o comunque mitigare l’impatto del caro energia sulla situazione finanziaria delle società».
L’incremento inarrestabile dei costi energetici rischia sul serio di travolgere il servizio pubblico, oltre ad abbattersi sui bilanci delle famiglie e delle aziende, in particolare di quelle energivore.Ma dalla Regione Campania non pervengono segnali rassicuranti: «È un tema che bisogna porre all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni — commenta l’assessore Mario Casillo — anche se non sono per niente fiducioso: il governo aveva promesso fondi per equilibrare il rapporto con i nuovi aumenti contrattuali, ma alla fine non è arrivato nulla. E poi bisogna capire se questa emergenza si protrarrà a lungo o meno. Di certo occorre intervenire e presto».
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