menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Il voto in Thailandia
primo test per la «Generazione Z»

6 0
27.01.2026

Lo scorso anno l’Asia ha visto ampi movimenti di protesta avviati o consolidati per opera, soprattutto, dei giovani della cosiddetta «Generazione Z», la «Gen Z». Con successo in Bangladesh e Nepal, con sfumature diverse in altri Paesi. Anche in Thailandia, nazione sconvolta per anni da forti tensioni, poi “pacificata” sotto il controllo dei militari dal 2014 – ma a scapito della conquista di un autentico status democratico e attraversata dall’estate 2023 da capovolgimenti politici che hanno sconfessato i vincitori indiscussi delle elezioni e di riferimento per gli under-25 – la crescente richiesta di riforme ha alzato l’asticella della tolleranza delle élite tradizionali nei confronti delle proteste ma non ha avviato un rivolgimento o una revisione storica delle ragioni del mancato progresso sociale e culturale. Oggi però il Paese si prepara a una giornata di voto, l’8 febbraio, per rinnovare la Camera dei Rappresentanti del Parlamento bicamerale e chiedere una Costituzione rinnovata, che potrebbe aprire, casualmente ma significativamente in anticipo di pochi giorni rispetto alle elezioni parlamentari in Bangladesh e Nepal, orizzonti in cui l’ultima generazione ad affacciarsi sulla scena politica potrà giocare un ruolo determinante.

Meno che altrove estremi nei comportamenti e nelle scelte anche per il rispetto dell’autorità e il nazionalismo ancora oggi centrali all’educazione di base, i giovani thailandesi non sono ignari di quanto non lontano geograficamente i loro coetanei hanno proposto o avviato per guidare un cambiamento delle strutture di potere e dei rapporti tra queste e la società. Negli ultimi anni la consapevolezza degli under-30 di essere motore di cambiamento si è mostrata con la partecipazione a manifestazioni........

© Avvenire