menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La fiducia che solo il diritto può dare

5 1
28.12.2025
In principio fu giustizia dei vincitori, oggi è giustizia per i vinti. Al termine del Secondo conflitto mondiale, con i tribunali internazionali militari di Norimberga e Tokyo, il ricorso a processi in luogo delle consuetudinarie esecuzioni sommarie degli sconfitti affermò un principio etico e giuridico che ha modificato il corso della storia. I crimini di diritto internazionale non sono commessi da entità astratte, Stati, ma da uomini che devono risponderne personalmente. Una rivoluzione di civiltà. Ma fu giustizia dei vincitori, giustizia di parte. Giudici e procuratori, nominati dai nemici degli imputati, non erano indipendenti e imparziali. I tribunali riconoscevano diritti di difesa minimi e condannarono alla pena di morte per condotte non vietate al momento della loro commissione senza nemmeno consentire appelli. La guerra fredda lasciò la causa della giustizia penale internazionale sospesa, come un respiro trattenuto. All’inizio degli anni Novanta, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite agendo nel quadro delle sue prerogative per il mantenimento della sicurezza e della pace istituì i tribunali ad hoc per l’ex Jugoslavia e il Ruanda. Si cercava di emendare la colpa di avere lasciato che centinaia di migliaia di civili fossero sterminati, deportati, stuprati, torturati. Inizialmente intesi come una misura di carattere simbolico, i tribunali hanno dettato al verbale della storia pagine di verità e giustizia. Ma erano tribunali à la carte,........

© Avvenire