L'Italia pop di Zalone e quella elitaria di Sorrentino: chi ci rappresenta di più?
C’è un dato che più di ogni altro racconta lo stato del cinema italiano – e forse anche quello del Paese – meglio di mille analisi sociologiche: Buen Camino di Checco Zalone, con la regia di Gennaro Nunziante, ha superato i 70.183.458 euro di incasso in venticinque giorni di programmazione, con 8.736.227 presenze in sala, diventando il film più visto e più amato della storia del nostro cinema. Ha battuto non solo i suoi stessi record precedenti, ma persino un colosso globale come Avatar. Venticinque giorni in vetta, sale piene, un pubblico trasversale per età, provenienza sociale, sensibilità culturale. Numeri che non sono soltanto record industriali, ma veri e propri termometri sociali, capaci di dire molto su ciò che oggi intercetta e tocca l’immaginario collettivo.
Eppure, di fronte a questo trionfo assoluto, una parte consistente della critica continua a guardare a Luca Medici/Checco Zalone con sospetto. Troppo “nazionalpopolare”, troppo amato, troppo capace di parlare alla........
