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Il conflitto russo-ucraino si sta rivelando un terribile viaggio verso l’ignoto

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11.03.2025

La guerra russo-ucraina ha tragicamente tagliato il traguardo dei tre anni in un atmosfera carica di incognite tali da rendere assai complesso il quadro internazionale e, più di tutto, il ruolo militare e storico dell’Unione Europea. Perché quest’ultima, incapace di gestire duramente e con vigore incontestabile la ferocia russa, sta dimostrando la colpevolezza dei suoi ritardi, la sua debolezza nel riuscire a difendere il proprio territorio. Nonostante Trump si erga a paladino di una pace di cui non si vede la genesi, i russi non indietreggiano di un passo nel seminare sangue, lacrime, dolore, sudore: venerdì scorso Raid russi sul Donetsk hanno provocato 11 morti e 18 feriti a Dobropillia. Anche Odessa è stata bombardata e non è stata risparmiata la città ucraina orientale di Dobropillia dove sono state attaccate infrastrutture critiche.
La determinazione ferrea dei russi nel continuare la guerra è talmente palese da rendere quasi obsolete le speranze di un cessate il fuoco da parte di Putin a seguito dell’intervento, personale e diplomatico, di Trump. Il presidente americano ha cercato di utilizzare determinate tecniche di comunicazione per ferire la dignità di Zelens’kyj durante il celebre incontro nello Studio Ovale: quel colloquio che si è ridotto quasi ad un’invettiva verso il leader di un paese invaso e martoriato, rivela importanti aspetti dialettici, da analizzare, per cogliere la strategia adottata dal presidente americano per ottenere il risultato voluto. Ma quest’ultimo non c’è stato perché l’Ucraina continua a resistere. E L’Europa sta facendo i conti con la propria emarginazione politico-militare, simboleggiata dall’apparente volontà americana e russa di escludere omnino il Vecchio Continente da........

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