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Test psico-attitudinali per l’accesso in magistratura: tanto rumore per nulla?

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25.09.2026

Con Delibera del 16 settembre 2026 la VI^ Commissione del CSM ha approvato i principi generali per l’elaborazione dei test-psicoattitudinali da somministrare agli aspiranti magistrati prima dell’ingresso in ruolo.

Al recente deliberato si è giunti in attuazione delle norme di cui al d.lgs. n. 44/24, che ha previsto, nell’ambito delle prove per l’accesso alla magistratura ordinaria, una specifica valutazione dell’idoneità psicoattitudinale alle funzioni giurisdizionali mediante apposito colloquio diretto dal Presidente della commissione esaminatrice con l’ausilio di un esperto psicologo: ai fini dello svolgimento del suddetto colloquio, i candidati ammessi alla prova orale devono sostenere test psicoattitudinali i cui contenuti sono stati rimessi al CSM.

Dunque la VI Commissione di Palazzo dei Marescialli ha proceduto a selezionare i requisiti psicoattitudinali, per il cui accertamento dovranno essere elaborati i test, classificandoli in cinque aree: 1. Cognitiva; 2. Emotiva; 3. Relazionale; 4. Etico – valoriale; 5. Organizzativa.

La delibera, approvata con sei astensioni e nessun voto contrario, ha tuttavia suscitato la protesta dell’ANM, che premettendo come “i magistrati sono già controllati: dalla prova di accesso all’entrata in ruolo. E ancora nel loro percorso”, ha bollato il colloquio psicoattitudinale come “strumento da usare nel dibattito pubblico per attaccare la........

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