menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Intervista a Oscar di Montigny, parte prima

24 0
05.06.2026

Oscar di Montigny è uno scrittore, divulgatore e speaker a livello internazionale. La sua caratteristica distintiva è quella di saper armonizzare il management con arte, filosofia e scienza. Passando per la consulenza strategica e l’analisi dei grandi scenari e dei mega trend, si occupa di questioni come innovazione, sostenibilità, impatto, corporate education, marketing e comunicazione, società e futuro, con modi morbidi, colti e confortanti.

Grazie per aver accordato quest’intervista. Partiamo dal difficile. Lo spunto passa attraverso V. Hugo e W. Shakespeare, due conoscitori della natura umana assai diversi e in epoche diverse. Nei tuoi video spesso ti rifai alla filosofia, e alla coscienza. Ecco, oggi il meccanismo dall’alto non sembra vertere più sui concetti canonici. Bensì, di primo acchito sembrerebbe riscrivere idee e valori per ottenere un controllo delle energie, una sorta di “cupola del calore” sulle persone in ottica mercantilista. L’alta pressione spinge e schiaccia l’aria verso il basso. Percepisci anche tu questa sensazione, questa frequenza generale guardando il mondo oggi (Ghoshal l’avrebbe definito come “the smell of the place”? Più che una pressione, percepisco una contrazione. L’essere umano contemporaneo è diventato un grande pianificatore dell’ansia. Ci hanno insegnato a proteggerci da ciò che potrebbe accadere, ma raramente a domandarci profondamente cosa vogliamo essere. Viviamo in un’epoca in cui l’essere umano rischia, così, di ridursi alla sola dimensione economica, algoritmica e funzionale. Una sorta di appiattimento dell’esistenza che porta a credere che tutto ciò che conta possa essere misurato, monetizzato o ottimizzato. Ma la vita non è una linea. La vita è una Sfera. La corrente dello Sferismo, e il movimento culturale che ho lanciato per incarnarla nella vita reale, nasce proprio da questa consapevolezza: ogni realtà è multidimensionale, ogni essere umano è contemporaneamente corpo, cuore, mente, anima e spirito. Quando una sola dimensione prende il sopravvento sulle altre, si genera squilibrio, disarmonia. Non credo esista una singola cabina di regia che governa il mondo. Credo piuttosto che esistano forze, interessi, flussi e campi energetici, emanazioni di entità, che attraverso manipolazioni e paure, approfittando dell’inconsapevolezza di una buona parte dell’umanità e del suo stato di non-coscienza, per mantenerla ad un livello di controllo per evitare un salto evolutivo. Il vero rischio però non è il controllo esterno ma l’abbandono della nostra sovranità interiore. Come ricordava Rudolf Steiner, la più grande schiavitù non consiste nell’essere dominati da qualcuno, ma nel non sapere chi siamo. Conseguentemente, aveva intuito che la più grande crisi dell’umanità non sarebbe stata economica. Sarebbe stata spirituale. Avremmo iniziato a guardare l’essere umano soltanto dall’esterno, dimenticando la sua dimensione più profonda.

Shakespeare scorgeva e presentava a teatro l’astuzia subdola e individualista. Nell’ Otello, attraverso una serie di eventi, nell’Atto 1, Scena 1, Iago parla a Rodrigo. Qui egli ammette che in realtà sta perseguendo i propri interessi: “Lo seguo per servirmi a sua volta” (l’eterno gioco morboso tra i soggiogati e soggiogatori, lupus est homo homini). Come un ologramma a ripetizione storica, non si capisce mai bene chi manovra chi nelle grandi scelte geopolitiche. Lo captiamo quotidianamente. Ci puoi aiutare a capire un po’ meglio cosa sta succedendo davvero? Stiamo attraversando una crisi di coscienza. Le crisi economiche, ambientali, geopolitiche e sociali sono soltanto manifestazioni esteriori di una crisi più profonda: la separazione. Separazione tra individuo e comunità. Separazione tra economia e umanità. Separazione tra progresso e saggezza. Separazione tra conoscenza........

© Avanti!