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Intervista a Lukas Sieper, europarlamentare tedesco del PdF (Partito del Progresso)

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17.07.2026

Innanzitutto, la ringraziamo per la sua disponibilità ad accettare questa intervista con Avantionline, in modo da fornirci un riscontro su alcune questioni. È un piacere averla qui.

Sieper, 29 anni, è il fondatore del Partito del Progresso tedesco ed è stato eletto europarlamentare nel 2024 con il gruppo Renew Europe (nel quale entra a far parte nel maggio 2025). Cosa ci ha spinto a contattarlo? Sempre meno persone votano, perché percepiscono che la generazione “intermedia” di politici non ascolta veramente e che c’è una discrepanza semantica tra la politica e i bisogni delle persone, due linguaggi diversi. La vecchia generazione è sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale e ha portato avanti certi valori e ideali democratici con quel velo di tristezza mista a progetti ottimistici di rinnovamento. La generazione intermedia sembra più concentrata su altre cose e la nostra speranza per il futuro, che si sta concretizzando ora, si basa sulla fioritura di una giovane generazione di politici. Arriva un momento in cui bisogna trarre delle conclusioni, si fa del proprio meglio con ciò che si ha. Arriva anche un momento in cui bisogna dare il proprio contributo senza ostacolare o competere con il futuro. Vediamo cosa ci riserva il futuro, come riassunto di seguito.

Inizierei col dire che i social media hanno cambiato il rapporto tra politica, media ed elettori: cultura, società e politica sono interconnesse e si influenzano reciprocamente. Spesso la comunicazione sembra più diretta sui social rispetto a quando viene filtrata dai sistemi tradizionali. Inoltre, i media tradizionali spesso danno l’impressione di essere controllati da grandi aziende. È una realtà o solo un’impressione? Credo che sia vero per gli eventi di massa, soprattutto per quanto riguarda le generazioni più anziane, come i sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale. Non è stato così per le generazioni intermedie, per quanto riguarda i media e le masse. Ora abbiamo una linea di comunicazione più diretta, ma meno efficiente. Non è adatta a dichiarazioni lunghe, dettagli e spiegazioni. Non favorisce certi aspetti del passato. Per quanto riguarda la competenza, raggiungiamo più persone, ma queste non sono altrettanto informate sull’argomento. I social media risolvono un problema: ora le persone possono conoscerti come essere umano. Questo ci permette di raggiungere persone che normalmente si asterrebbero dall’impegnarsi politicamente.

Come ci si sente a lavorare oggi al Parlamento europeo? Nel senso che l’UE è passata da 6 a 27 membri in un periodo di tempo relativamente breve. Le aspirazioni del Manifesto di Ventotene erano un po’ diverse da ciò che è diventato. C’era il motto nel 2000, In varietate concordia: unità nella diversità. Sembra che stia cambiando. Se sì, perché? Una delle domande che ricevo spesso riguarda il voto all’unanimità. Come possiamo superare questo limite? Un altro problema dell’UE è quello della Commissione, che viene eletta dal Parlamento. C’è un modo per esprimere le preferenze dei cittadini in modo più diretto? Infine, cosa puoi dirci sulla legge di “controllo della chat”? È una sensazione incredibile, soprattutto in un momento in cui l’UE sta onorando il suo credo più che come un mero mercato unico bensì come uno spazio democratico integrato. Per rispondere alle tue tre domande: per uscire dal voto all’unanimità, dobbiamo modificare le disposizioni dei trattati UE. Questo è politicamente rischioso perché dobbiamo aprire tutti i trattati, non solo un paragrafo. È necessario un movimento, una spinta dalla società civile per farlo, rischioso ma necessario. Per quanto riguarda le preferenze del Presidente della Commissione Europea, la strada più semplice è quella di una chiamata diretta al Presidente della Commissione europea da parte dei cittadini, che di fatto è il governo. Il controllo delle chat assumerà molto probabilmente la forma votata la settimana scorsa. C’è effettivamente una maggioranza a favore della FTT, ma temo che finiremo in una situazione in cui tutto viene scansionato e credo che ci siano alternative migliori. Coloro che il controllo delle chat cerca di intercettare cambieranno forma di comunicazione. Un gruppo di eurodeputati che non sono nativi digitali sta regolamentando la questione perché sembra una........

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