Stellantis, il destino di Cassino è segnato
Il gruppo ha annunciato i nuovi modelli per il 2026. Saranno prodotti in Marocco, Algeria, Serbia e Brasile. Forse uno a Pomigliano D'Arco o Melfi, a Cassino nulla
In questi giorni il gruppo Stellantis per il brand Fiat, oggi semplice label o poco più, ha annunciato i nuovi modelli per il 2026: grizzly – grizzly fastback – quattrolino – pandina – tris. Tutti modelli nuovi, su piattaforme nuove, con nuove motorizzazioni elettriche, ibride e termiche, frutto di una pianificazione attenta e di una consolidata programmazione pluriennale. Tutti questi modelli saranno prodotti in Africa (Marocco – Algeria) Serbia e Brasile. Forse uno a Pomigliano D’Arco o Melfi, a Cassino nulla. E’ ancora necessaria la presentazione del business plan per capire che Cassino non rientrava, non rientra e non rientrerà in nessuna strategia di sviluppo di Stellantis in Italia? E’ chiaro o no che il destino di Cassino è segnato?
E’ evidente o no che Fiat non è più il perno centrale dell’automotive italiano? E’ chiaro che bisogna fare i conti con una multinazionale che non ha alcun legame storico con questo territorio e pertanto non ha remore nell’alienare ciò che per noi ancora oggi rappresenta l’eccellenza del settore metalmeccanico nostrano? Ad ascoltare il governatore della regione Lazio, il ministro del made in Italy (termine non proprio sovranista) e qualcun altro, pare proprio di no. Intanto, lo stato italiano sborsa in media 1340,56 euro netti al mese (nell’ipotesi più rosea) per ogni operaio di Cassino, più di duemila, coinvolto nella fruizione degli ammortizzatori sociali: più o meno 2 milioni e 600 mila euro al mese che, se si consolida l’attuale trend, si traduranno in 20 milioni di euro da oggi al 31........
