I pericoli dei data center e dell’IA ignorati da Trump
“I data center sarebbero utili a qualunque comunità. Si tratta di posti di lavoro, salari e tasse più basse”. Così il presidente Donald Trump si è schierato a favore della costruzione dei data center, strutture indispensabili per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Il presidente Usa, come spesso accade, mette in primo piano gli aspetti economici, senza considerare le altre preoccupazioni che la proliferazione dei data center suscita tra molti americani. Il 69% degli americani, infatti, è contrario alla costruzione di data center nella propria comunità, mentre solo il 31% è favorevole. L’opposizione attraversa anche gli schieramenti politici: è contrario l’81% dei democratici, ma anche il 57% dei repubblicani. Tra gli indipendenti, gli oppositori arrivano al 71%.
Questa opposizione trasversale ai data center e all’intelligenza artificiale (IA) emerge anche dalle posizioni di due figure politiche collocate agli antipodi. Da una parte Steve Bannon, ex stratega e collaboratore di Donald Trump, esponente dell’ultradestra; dall’altra il senatore Bernie Sanders, leader della sinistra democratica. Entrambi condividono forti perplessità sulla proliferazione dei data center e sui rischi legati all’intelligenza artificiale.
I data center sono le strutture fisiche che consentono il funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale. Il loro consumo energetico è enorme e mette sotto pressione le reti elettriche locali. Inoltre, secondo i critici, la crescente domanda di energia rischia di rallentare la transizione verso le fonti rinnovabili. Per il loro funzionamento, i server hanno bisogno anche di ingenti quantità di acqua per evitare il surriscaldamento.........
