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Il Maggio Musicale Fiorentino si apre con Adams: opera-oratorio su una tragedia contemporanea

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20.04.2026

L’ottantottesima edizione del Maggio Musicale Fiorentino si è inaugurata domenica scorsa con una scelta di forte valore simbolico e culturale: The Death of Klinghoffer di John Adams, titolo raramente eseguito in Italia e oggi carico di bruciante attualità.

Composta nel 1991 e ispirata al dirottamento dell’Achille Lauro (1985), l’opera torna sulle scene italiane dopo la prima a Ferrara nel 2002, rimanendo di fatto assente dai cartelloni nazionali per oltre vent’anni. Un vuoto che rende questa messa in scena fiorentina ancor più significativa nel proporre una composizione incentrata su una materia storica incandescente, resa oggi ancora più problematica e urgente.

Nell’affrontare questo nodo trai i più laceranti della storia contemporanea, Adams rifugge da ogni semplificazione ideologica e insieme alla librettista, la poetessa Alice Goodman, trasforma il fatto di cronaca in una meditazione più ampia che, attraverso il mito, la Bibbia e la suggestione lirica, si cala in una dimensione cosmica. La costruzione drammaturgica evita ogni forma di teatro realistico o di narrazione lineare per concepire un’opera senz’altro più vicina al genere dell’oratorio. La vicenda non procede secondo una progressione drammatica tradizionale, ma è organizzata in una sequenza di blocchi, in cui scene narrative e cori si alternano secondo un disegno rigoroso e simmetrico.

Fin dal prologo, la struttura rivela la propria chiave di lettura: ai cori degli esuli palestinesi e degli esuli ebrei è affidata una contrapposizione speculare che non cerca sintesi né giudizio, ma espone due memorie, due dolori, due identità in tensione. Questo principio di........

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