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DDL Caregiver: la “svolta storica” che somiglia a una beffa

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09.03.2026

​In un’Italia che invecchia a ritmi vertiginosi, dove le culle restano vuote e il sistema sanitario nazionale appare sempre più affannato, esiste un esercito silenzioso, composto da sette milioni di persone, che ogni giorno compie un miracolo di sussidiarietà. Sono i caregiver familiari: uomini e, soprattutto, donne che tengono in piedi le mura domestiche e, di riflesso, l’intero bilancio dello Stato. Persone che non hanno scelto una carriera nel settore dell’assistenza, ma a cui la vita ha assegnato, spesso improvvisamente, un compito titanico: farsi carico di padri, madri, figli o partner non autosufficienti. Il recente Disegno di Legge (DDL) Locatelli, approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026 e presentato con toni trionfalistici come una “svolta storica” per i diritti civili, sta però rivelando un volto ben diverso dalle promesse elettorali. Dietro lo slogan della valorizzazione e del riconoscimento giuridico, si nasconde una realtà fatta di cifre irrisorie, vincoli burocratici asfissianti e criteri d’accesso che sanno di beffa per chi vive sulla propria pelle il peso della cura. ​Il dato statistico è strutturale e impietoso: il 75% dei caregiver in Italia è donna. Non si tratta di una coincidenza statistica, ma di una precisa e implicita scelta politica che affonda le radici in un modello di welfare “familista”. In un Paese dove i servizi per l’infanzia sono scarsi, le liste d’attesa per le RSA sono infinite e l’assistenza domiciliare integrata è un privilegio per pochi, il lavoro di cura ricade “naturalmente” sulle spalle femminili,........

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