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Che cosa ci fa l’Italia al Mondiale di cricket

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09.02.2026

Vada come vada, sarà comunque un successo. Oggi, lunedì 9 febbraio si registrerà lo storico debutto dell’Italia al Mondiale T20 di cricket: una prima assoluta a Calcutta, in India, contro la Scozia. L’avversaria avrebbe dovuto essere il Bangladesh, ma i rapporti internazionali tesi dell’Asia si riflettono anche nello sport. E così, dopo essersi rifiutata di giocare le sue partite in India per motivi di sicurezza, la Nazionale di Dacca è stata rimpiazzata da quella meglio classificata nel ranking mondiale. Una sede che ha costretto gli organizzatori ad allargare allo Sri Lanka l’ospitalità dell’evento visto che, mai e poi mai, il Pakistan avrebbe accettato di scendere in campo nell’odiato Paese confinante.

Una situazione che si riflette anche sulla sede dell’eventuale finale, per ora fissata a Colombo: «Lo sapremo in pratica due giorni prima, dipende da chi ci andrà. Sicuramente il Pakistan non potrebbe disputarla in India», racconta a Tempi Simone Gambino, presidente onorario della Federazione italiana cricket, dopo esserne stato fondatore il 26 novembre 1980 e, fino al 2016, presidente. La persona più indicata a raccontare la storia di questo sport in Italia e come sia arrivato alla prima storica Coppa del mondo.

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