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Trump contro la Nato fa (apposta) il gioco della Russia
Donald Trump annuncia il ritiro di 5 mila soldati americani dalle basi in Germania, minaccia misure simili nei riguardi dell’Italia e addirittura prefigura la “sospensione” della Spagna dalla Nato per ritorsione contro la mancata partecipazione dei paesi suddetti allo sforzo bellico americano-israeliano contro la Repubblica islamica dell’Iran. Governi europei e portavoce dell’Unione Europea gli rispondono che dovrebbe ripensarci, perché la presenza militare Usa nel Vecchio Continente è vantaggiosa sia per Washington che per l’Europa. Hanno ragione gli europei e ha torto Trump, che in questo caso assomiglia a quel marito che per fare un dispetto alla moglie che non lo compiaceva si tagliò i testicoli: ritirarsi dall’Europa per gli Usa vuol dire lasciare campo libero nel continente alle superpotenze rivali e/o alla nascita di una superpotenza regionale autonoma (candidato numero uno: la Germania).
In ogni caso si tratterebbe di una contrazione del potere americano non solo in Europa ma a livello globale. Fatalmente i paesi europei in un’ipotetica era post-americana cercherebbero accordi strategici con quelli che attualmente sono avversari (Russia) o competitori (Cina), o darebbero vita a una Nato europea (della quale Germania e Francia si contenderebbero l’egemonia). Qualche ingenuo ipotizza che da questa crisi transatlantica potrebbero sorgere gli Stati Uniti d’Europa, new entry delle superpotenze globali, ma questa ipotesi ha le stesse probabilità di verificarsi dell’arrivo di Babbo Natale in carne e ossa con una slitta piena di doni. Troppa retorica europeista........
