menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Cosa può succedere in Italia se la sinistra vincerà le elezioni nel 2027

36 0
30.03.2026

Tempi in Cisgiordania

Newsletter e rubriche

Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico

Cristiani perseguitati

Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia

Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione

Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica

Cambiamenti climatici

Transizione ecologica

Transizione energetica

Scuola Educazione Parità scolastica

Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto

Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione

Comunione e Liberazione

Società Intelligenza artificiale Pensiero woke

Intelligenza artificiale

Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole

La preghiera del mattino

Il Deserto dei Tartari

Tentar (un giudizio) non nuoce

Libri in povere parole

Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025 Settembre 2025

Sfoglia Tempi digitale

Home » Blog » Cosa può succedere in Italia se la sinistra vincerà le elezioni nel 2027

Il Deserto dei Tartari

Cosa può succedere in Italia se la sinistra vincerà le elezioni nel 2027

La vittoria del No al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha reso attuale una prospettiva fino a poco tempo fa considerata remota dai più: quella di una possibile vittoria del “campo largo” della sinistra alle elezioni politiche del prossimo anno. Al netto delle debolezze del governo attuale, che Giorgia Meloni sta cercando di correggere, si tratta di una prospettiva infausta per l’Italia, che si inserisce in tendenze politiche e culturali internazionali molto preoccupanti.

Niente di buono per l’economia

Cosa farebbe la sinistra italiana se andasse al potere, non importa se con Giuseppe Conte o Elly Schlein presidente del Consiglio? Per l’economia niente di buono. Il Pil italiano è trainato dal Nord-Est e il Nord-Est dipende dalla crescita tedesca, essendo le nostre aziende subappaltatrici di qualità dell’industria teutonica. Se la Germania riparte, riparte anche l’Italia, ma la prima cosa non è affatto certa, visto anche il recente scontro fra il cancelliere Friedrich Merz e il suo ministro delle Finanze (socialdemocratico) Lars Klingbeil.

In materia di politiche dell’energia la sinistra cercherebbe di aumentare la quota delle rinnovabili nel mix energetico italiano, ma con poco successo: le comunità locali, in gran parte amministrate da coalizioni del suo stesso colore, sono contrarie all’installazione di impianti eolici invasivi. E non riuscirebbe a migliorare le altre componenti del mix, perché al suo interno c’è una minoranza di blocco (che forse è una maggioranza) contraria a sfruttare i giacimenti di gas italiani e a reintrodurre il nucleare.

Salario minimo e lavoro nero

L’economia non ripartirebbe anche perché le stesse minoranze di blocco (o addirittura maggioranze) sono contrarie a qualsiasi importante realizzazione infrastrutturale, che sia il ponte sullo Stretto, i gasdotti, i treni ad alta velocità, i rigassificatori, i termovalorizzatori, ecc. Non ripartirebbe l’economia, ma ripartirebbe il debito (che in realtà non........

© Tempi