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E se il fotografo (non) coglie l’attimo?

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13.02.2025

Sono gli sterminati poster pubblicitari disseminati in ogni dove nella città a investire il turista che mette piede per la prima volta a Milano, di certo non le guglie del Duomo o l’inarrivabile Cenacolo vinciano. È così per ogni metropoli del mondo. La fotografia è cambiata negli anni, è diventata più fruibile, a portata di clic di chiunque tenga tra le mani un cellulare. Si scatta continuamente, si riprende ogni attimo. Ma qual è il valore reale di un soggetto perché il fotografo decida di fissarlo per sempre in uno scatto?

Prova a risponderci The subject matters (Il soggetto conta), l’esposizione collettiva curata da Luca Fiore e visitabile gratuitamente presso la Galleria Viasaterna di Milano. Fino al 4 aprile saranno in mostra quarantotto opere di cinque autori diversi per stile, età e nazionalità: Guido Guidi (Italia, 1941), Gerry Johansson (Svezia, 1945), Takashi Homma (Giappone 1962), Terri Weifenbach (Stati Uniti, 1957) e Vanessa Winship (Regno Unito, 1960). Per precisa scelta del curatore l’esposizione propone come protagonisti delle opere dei soggetti-non soggetti, elementi naturali, paesaggi e dettagli architettonici che si discostano dalle figure standard a cui siamo stati abituati dalle opere fotografiche dei più celebri reporter, da Cartier-Bresson in poi.

Finestre, onde e Midwest

In una sala sono esposte sei foto inedite di una finestra, una dietro l’altra, pressoché identiche del (grandissimo) Guido Guidi («il protagonista è la luce che si muove e quindi il tempo che passa»). Un’altra sezione è interamente dedicata agli scatti di onde marine catturate da Takashi Homma. Il fotografo giapponese si è innamorato di un angolo di spiaggia che dà sul Pacifico e ogni anno torna a fotografare quegli stessi cavalloni nello stesso punto e con la stessa angolatura.........

© Tempi