Lo strano rapporto tra l’India e il calcio
Newsletter e rubriche
Esteri Trump Iran Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico
Cristiani perseguitati
Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia
Economia Crisi energetica Lavoro Auto elettriche Inflazione
Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica
Cambiamenti climatici
Transizione ecologica
Transizione energetica
Scuola Educazione Parità scolastica
Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto
Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione
Comunione e Liberazione
Società Intelligenza artificiale Pensiero woke
Intelligenza artificiale
Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole
La preghiera del mattino
Il Deserto dei Tartari
Tentar (un giudizio) non nuoce
Libri in povere parole
Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Luglio 2026 Giugno 2026 Maggio 2026 Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025
Sfoglia Tempi digitale
Home » Sport » Lo strano rapporto tra l’India e il calcio
Lo strano rapporto tra l’India e il calcio
A Calcutta, durante la finale del Mondiale, tre uomini indossavano la stessa maglia: quella dell’Argentina, numero 10 sulle spalle. Lionel Messi davanti, l’India dietro. È una fotografia semplice del calcio in un Paese che ama profondamente il gioco, ma continua a viverlo soprattutto attraverso le imprese degli altri.
L’India non ha partecipato al Mondiale. Eppure lo ha seguito, discusso e consumato. Nemmeno gli orari poco favorevoli hanno impedito al torneo di entrare nelle case e nelle conversazioni. Per qualche settimana il calcio ha occupato uno spazio che nel Paese appartiene quasi interamente al cricket. Ora viene la parte difficile: evitare che quell’interesse si........
