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Maturità a perdere

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16.07.2025

Quando ripenso al mio orale dell’esame di maturità (correva il lontano 2013) capisco che aveva ragione Montale e che «l’imprevisto è l’unica speranza». Quella mattina, infatti, appena prima di scendere nell’agone, mi trovavo al bar del McDonald’s di piazzale Loreto a fare colazione (mala tempora currebant per il mio portafoglio, e non è che poi sia andata migliorando) assieme alla ragazza che mi piaceva. Le confessai che non sapevo una cippa di letteratura greca, e, come se non bastasse, a interrogare ci sarebbe stata una commissaria esterna dalla fama di essere un Cerbero (ma d’altronde, quale commissario esterno non ha questa nomea?).

Al che la ragazza cui facevo il filo rispose qualcosa come: «Ma dài, che ci sono autori interessantissimi!», e io: «Tipo?», e lei: «Tipo l’Anonimo del Sublime!», e io: «Chi, di grazia?»; allora lei me lo spiegò.

Maturità tra un Cerbero di greco e l’Anonimo del Sublime

Un’ora più tardi, dopo essermi battuto con Hegel e Vincenzo Cuoco (Vincenzo Cuoco, rendiamoci conto! Segno della decadenza della scuola attuale è che probabilmente costui verrebbe scambiato per un influencer o per un giudice di Masterchef), dopo essermela cavicchiata in Inglese e stendendo un velo pietoso su Matematica, tocca finalmente alla temutissima professoressa di greco. In quel momento percepisco di starmi giocando tutto proprio con lei. Che mi guarda e mi fa: «Allora, parliamo… dell’Anonimo del Sublime.»

Che dire, feci una gran figura. La ciliegina sulla torta fu quando, a esame finito, mi chiese cosa volessi fare da grande, e io le dissi: «Il prof»; e poi aggiunsi con una buona dose di paraculismo: «Anche se so che è un lavoro molto ingrato.» Apparve forse una lacrima, in quel momento, negli occhi di Cerbero. Mi maturai con 87/100 e all’epoca non ci poteva credere nessuno.

La scuola dei tanti poveri pirla che non fanno notizia

La morale della favola è che, quando leggo dei ragazzini che si rifiutano di sostenere l’esame di maturità, mi girano le balle e mi passerebbe anche la voglia di commentare, anche se invece forse occorre farlo e non dare per scontato niente (O tempora, o mores!).

Mi sta sulle balle, ad esempio, che i media diano tanto spazio a pochi casi eclatanti e gridati, quando la scuola da Nord a Sud sarebbe piena di storie molto, ma molto più ricche e interessanti, che però non strappano like e views sui siti dei quotidiani: i poveri pirla che fanno il loro lavoro non fanno notizia; eppure, sono loro a fare andare avanti il Paese, e specialmente la scuola.

I maturandi-Gandhi che piacciono ai media

Mi stan sulle balle poi i ragazzini saccenti novelli Gandhi che pensano sia Disobbedienza Civile sottrarsi alla maturità, che è l’esame più fuffa che ci sia (con un tasso del 99% di promossi): molto più fuffa adesso di quando lo sostenni io, “appena” 12 anni fa,........

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