Caro Mari, dai retta, al prossimo Premio Strega fai l’autostop
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Caro Mari, dai retta, al prossimo Premio Strega fai l’autostop
I pulmini, da sempre, sono forieri di nefandezze. Da Non aprite quella porta a Bloodride, passando per una crudelissima e iconica scena contenuta in Nightmare II, senza dimenticare Jeepers Creepers II, quando su schermo vedete apparire un van, cominciate pure ad urlare. Se poi quel van è pieno di intellettuali e scrittori, bè altro che Freddy Krueger, datevela a gambe correndo come se non ci fosse un domani.
La surreale, grottesca e lancinante vicenda ascesa al vertice delle cronache, e che ha pure ormai superato gli affanni geopolitici che dividono Donald Trump e Giorgia Meloni in modalità Temptation Island, riguarda proprio il famigerato van del Premio Strega che scarrozza la pattuglia di scrittrici, lo scrivo prima come melliflua captatio benevolentiae, e di scrittori candidati al premio. Non riesco nemmeno a immaginarmelo questo pulmino, se modello nero scurito da NCC periferico o VW di quelli usati da hippie, serial killer e commedie italiane di quelle con comici di serie Z.
La gogna pubblica contro il reprobo Mari (ma per cosa?)
Forse il caldo, forse la compagnia, immaginate che rottura stare nello stesso spazio fisico con degli scrittori, forse la noia di panorami arsi dal caldo e l’illusione di essere ospiti di 4 Ristoranti con Alessandro Borghese, ma al povero Michele Mari, solitario e geniale........
