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Referendum, votare "Sì" per una giustizia più giusta

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19.03.2026

Ormai ci siamo. Domenica e lunedì prossimi saremo chiamati ad un appuntamento storico perché, per la prima volta, i cittadini, con il proprio voto al referendum confermativo, potranno decidere direttamente su di una riforma che tocca le basi del nostro sistema giudiziario.

Una modifica attesa da decenni, necessaria per rendere la giustizia finalmente più moderna, equilibrata e soprattutto più giusta. È doveroso ricordare i tre pilastri su cui si fonda la riforma: separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e inquirenti (pm); creazione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici, l’altro per i pubblici ministeri, i cui componenti saranno selezionati mediante sorteggio; introduzione di un’Alta Corte disciplinare, con la funzione di giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati.

Insomma, una riforma senza colore politico, nata nel solco dell’impegno di uomini di destra e di sinistra che, per decenni, hanno sostenuto la necessità di dare compiuta attuazione ai principi costituzionali, in esecuzione del percorso avviato, quarant’anni fa, da Giuliano Vassalli, giurista di valore e partigiano antifascista, allora ministro della Giustizia.

Ecco perché dispiace davvero che questa lunga campagna referendaria sia stata letteralmente avvelenata da fake news, ricostruzioni tanto false quanto inquietanti, processi alle intenzioni, allarmismi e soprattutto tanta, tanta, ipocrisia.

Una strategia pericolosa che ha attuato una sistematica e scientifica azione di disinformazione con pochi precedenti nella storia della Repubblica. Non citerò i........

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