Il prezzo dell’energia e il costo della libertà
Per molti anni abbiamo discusso di energia come se fosse una questione tecnica, confinata tra bollette, tariffe e approvvigionamenti. Non lo è più.
Oggi l’energia misura la libertà di un Paese: la libertà di produrre senza dipendere dalle crisi altrui, di competere senza partire in svantaggio, di scegliere la propria politica industriale senza subirne una dettata dal prezzo del gas o dalle tensioni internazionali. I numeri diffusi nelle ultime ore vanno letti in questa prospettiva.
Tre piccole imprese italiane su quattro hanno registrato un aumento della spesa energetica negli ultimi sei mesi. Per oltre la metà di quelle colpite dai rincari, l’effetto è stato una riduzione dei margini. Ma il dato forse più significativo è un altro: l’Italia continua a pagare l’elettricità sensibilmente più dei suoi principali concorrenti europei.
È qui che una bolletta diventa politica industriale. Un’impresa può essere efficiente, innovativa, capace di esportare e conquistare mercati. Ma se per produrre deve sostenere strutturalmente un costo dell’energia superiore a quello di un concorrente francese, tedesco o spagnolo, la competizione nasce già........
