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La relazione genitore-figli alla difficile prova dell'estate

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18.08.2026

Il gioco - o forse il giogo - delle relazioni è già di per sé zoppicante e complesso, di questi tempi più che mai, ma in estate subisce una distorsione emotiva e affettiva, quasi antropologica, come in nessun altro momento delle nostre vite. Coppie che cercano conferme o soluzioni, semplici sospensioni alle loro fatiche quotidiane oppure tregue da annose rese dei conti. Come se fosse possibile rinviare il momento di guardarsi negli occhi e decidere se liberarsi o salvarsi, purché tutto accada in piena armonia e, possibilmente, sempre reciprocamente. L’estate ha questa strana pretesa: dovrebbe renderci felici. Lo impongono il sole, il mare, le fotografie, i tramonti, perfino l’abbigliamento più leggero. Ci spogliamo di quasi tutto e pretendiamo di fare altrettanto con le nostre inquietudini. Poi scopriamo che quelle hanno viaggiato con noi, spesso senza neppure pagare il supplemento per il bagaglio.

Ma la vera controparte delle coppie sono i figli. Mondi in parte sommersi ai quali i boomers come me fanno sempre più fatica ad attribuire connotazioni definite e, soprattutto, risposte comportamentali altrettanto determinate. Che a “gestirli” si sia ancora in due o da soli, come me, che siano giovani o meno giovani - purché ancora senza fidanzate o fidanzati capaci di........

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