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La figura del poeta in azienda: non una skill, ma un humus

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23.06.2026

C'è una domanda che mi accompagna da anni e che oggi, rileggendo un interessante articolo di Nicoletta Cinotti di qualche mese fa, dedicato alla figura del poeta in azienda, è tornata a bussare alla porta della mia coscienza: davvero cultura, impresa e poesia appartengono a mondi diversi? Per molto tempo abbiamo pensato di sì. Da una parte i manager, i professionisti e gli imprenditori, dall'altra i poeti, gli artisti e i sognatori; da una parte il profitto e dall'altra la bellezza. Come se efficienza e immaginazione fossero nemiche giurate. Come se la sensibilità fosse un ostacolo alla lucidità. Eppure la storia racconta altro. L'articolo cita la figura di David Whyte, poeta e filosofo inglese che da anni lavora accanto ai manager di grandi industrie e agenzie internazionali come Boeing e Nasa. Whyte sostiene che i luoghi di lavoro siano pieni di persone che recitano una parte, che indossano maschere professionali dietro cui finiscono per scomparire la paura, il dubbio, l'entusiasmo e perfino il desiderio.

È una riflessione che colpisce perché........

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