Tra musica e divisa la speranza dei giovani
Gentile Direttore, gli ultimi accadimenti che registrano un aumento esponenziale di reati commessi da minori credo siano il “fenomeno” che più ci debba preoccupare, al di là delle guerre che pure sono vicino “casa nostra” e sono una vera “mattanza” per tante popolazioni. È di martedì l’ultimo episodio delittuoso e di qualche giorno fa l’accoltellamento di un’insegnante ad opera di un quattordicenne che, tra l’altro, non si è nemmeno pentito del male procurato.Gli avvenimenti di scontri tra bande di minorenni nelle famose “movide” sono un fatto così acclarato che quasi non fa più notizia se un ragazzo accoltella un suo coetaneo per “postarsi”, poi, sui social a mo’ di “eroe” per il gesto compiuto. Stiamo parlando di tredicenni, quattordicenni, anche di dodicenni, e la società intera resta impaurita per tanta violenza incontrollata, tra l’altro proprio per la mancanza di maturità nell’adolescente violento, che non ha il minimo spirito di autocritica per il gesto compiuto, come accaduto, ad esempio, per l’accoltellamento di una docente scolastica, il cui autore non ha mostrato né mostra segni di pentimento.La violenza a scuola credo sia quella più preoccupante e detestabile, perché segna un solco tra chi avverte la “missione” di inculcare i princìpi di una successiva e più completa cultura e chi non solo se ne infischia dell’apprendimento, ma scrive sulla propria maglietta espressioni di odio per il semplice rimprovero ricevuto. Sulla violenza a scuola credo bisognerebbe scrivere capitoli interi, anche in merito alla responsabilità........
