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Rumore mediatico e libertà di giudizio

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13.03.2026

Gentile Direttore, in questi ultimi giorni si sta assistendo, ove mai ce ne fosse stato bisogno, a una tale inondazione di notizie propinate tramite i mezzi televisivi, audio, cartacei, che una normale mente umana non sa più dove “rifugiarsi”, per riposare dallo stress di cui è vittima il proprio cervello. Anche se si volessero scegliere, nell’ipotesi che se ne abbia la disponibilità, luoghi una volta mèta di eremitaggi, ci saranno sempre i telefonini accesi del solito gruppo organizzato per una “escursione fuori le mura” della propria chiassosa città, che sono sintonizzati sulle “ultime notizie” dal mondo.

Non v’è rimedio per sfuggire a questo massacrante tour informativo, per cui bisogna rassegnarsi e corazzarsi per non soccombere. La prima “difesa”, penso, si trovi in se stessi, operando lo sforzo di capire da sé quel che gli altri pensano di spiegarci e inocularci, con la boria di chi presume di essere un “illuminato” del sapere e della cultura, fatta di “tuttologia” presuntuosa ed egocentrica.

Molti di questi “lorsignori”, mezzobusti o opinionisti da strapazzo, pensano che “il” o “i” popoli siano rimasti all’anno zero del feudalesimo dei “Secoli bui” dei X-XII secoli, in cui l’analfabetismo era al 99% e il rapporto sociale e di governo era legato a un “legame di fedeltà” tra un signore ed un vassallo.

Per fortuna siamo nati e cresciuti in un Occidente illuminato che, dopo tanto camminare ed anche “incespicare”, ci ha dato la possibilità di discernimento autonomo ed una coscienza “ragionata” e non “inculcata”.........

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