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L’alternativa alla Meloni? Le “convergenze divergenti”

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11.05.2026

A marzo scorso appena si seppe l’esito della consultazione referendaria sulla riforma della giustizia, varata dal governo, con la vittoria dei no alla riforma sostenuta dalla opposizione e da larga parte della magistratura e la sconfitta dei si alla sua approvazione, sostenuta dalla maggioranza governativa, il “Circo Schlein” ha alzato subito il tiro contro la premier.

Dal passaparola:“Meloni hai fallito”, un permanente “karaoke” delegittimante, in onda addirittura dal giorno stesso in cui mise piede a Palazzo Chigi, si è andati molto oltre. Lasciando addirittura balenare la pretesa che si dovesse dimettere come se fosse un atto dovuto. Roba, si sarebbe detta un tempo, da Sant’Uffizio, per meglio stigmatizzare la escalation persecutoria contro di lei.

Una maldestra pretesa, criticata finanche da autorevoli esponenti del Pd, dall’ex ministro Orlando, preoccupato dal rischio che si potesse alimentare l’idea di un centrosinistra già vincente, mentre è sempre più inquieto. Sulla stessa linea anche Stefano Bonaccini, il presidente del Pd, convinto........

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