L’addio (privato) a Gino Paoli. E poi la quiete vicino a quella soffitta dove nacque ‘La gatta’
Il litorale di Boccadasse a Genova dove verranno disperse le ceneri di Gino Paoli
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Genova, 26 marzo 2026 – Come Janis Joplin, Maria Callas, David Bowie. Perché il ricordo sia ubiquo, perché su quell’azzurro ha sempre posato gli occhi dello stesso colore. Attorno ai funerali di Gino Paoli si sa solo che verrà cremato. Tutto il resto è avvolto nel mistero, come ci si può aspettare dopo la morte di una stella scontrosa assecondata dalla famiglia (saranno probabilmente oggi e in forma privata). Ma proprio da chi gli ha voluto bene, appunto, arriva la conferma che nelle sue ultime volontà c’era quella di essere cremato, con le ceneri disperse nel mare di Boccadasse, il borgo marinaro di Genova dove c’è ancora chi va in cerca della famosa soffitta a un passo dal cielo blu. Sta in Salita Santa Chiara, Paoli ci abitò con la prima moglie Anna Fabbri e la gatta Ciàcola. E nell’orizzonte ligure oggi insidiato da gelaterie gourmet e afrori di pesciolini fritti continua a galleggiare la malinconia degli eterni insoddisfatti di successo, niente a che vedere con altri contesti e altre canzoni: ‘Sapore di Sale’ nacque a Capo d’Orlando, in Sicilia, e si sente. Il mare, quel mare, è sempre stato ispirazione. E sarà ritorno alle origini lontano dalla prigione del marmo, un’eterna purificazione per chi con onestà e una punta di compiacimento ammetteva di essere stato un collezionista di errori.
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Il confine fra poesia e narcisismo è questione di millimetri e gli esempi famosi non mancano. David Bowie, seguendo le tradizioni buddiste, volle che le sue ceneri fossero disperse a Bali. Robin Williams scelse la Baia di San Francisco e anche Alfred Hitchcock optò per l’oceano Pacifico definendo la sepoltura in mare “semplice, pulita e non molto incriminante”. Cary Grant mescola le sue molecole a quelle di Janis Joplin al largo della California, mentre le ceneri di Maria Callas, sul momento deposte al Père Lachaise di Parigi, dopo un furto e un successivo ritrovamento finirono nel Mar Egeo.
Gino Paoli ha deciso per il litorale di un quartiere dove il tempo, almeno il suo, si è fermato. L’unica cosa che può mettersi in mezzo a questa scelta romantica è il rigoroso binario normativo della legislazione italiana in materia di polizia mortuaria. La dissoluzione nella bellezza salmastra è regolamentata dalla legge 130 del 2001 e non prevede automatismi o improvvisazioni. La volontà del defunto deve essere manifestata apertamente attraverso un testamento, l’iscrizione a una società di cremazione o dall’opera di convincimento dei parenti prossimi all’ufficiale di stato civile.
La stessa legge vieta tassativamente la dispersione delle ceneri all’interno dei centri abitati e qui la scelta di Boccadasse sarebbe in bilico se non si trattasse di Gino Paoli perché il borgo è parte di Genova e sulla spiaggia o dal molo non se ne parla. Perché l’operazione si compia è necessario allontanarsi dalla riva per garantire che il vento e l’onda non riportino indietro i cari resti: la Guardia costiera impone una distanza minima che va dai duecento ai cinquecento metri. Una dispersione non autorizzata o in luoghi non consentiti è considerata addirittura vilipendio di cadavere ed è probabile che su questo lo scomparso eserciterebbe tutto il suo sarcasmo.
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