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Von der Leyen: rinnovabili e nucleare, così l’Ue può uscire dalla dipendenza dai fossili

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13.04.2026

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen (Ansa)

Roma, 13 aprile 2026 – La guerra in Medio Oriente sta avendo “un impatto enorme” sull’economia dell’Unione europea, con una bolletta per le importazioni di combustibili fossili già aumentata di “22 miliardi di euro”. È l’allarme lanciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che al termine del Collegio dei commissari a Bruxelles ha ribadito la necessità di una risposta europea coordinata contro il caro energia, con stoccaggi gas e scorte petrolifere gestiti in modo comune, misure temporanee e mirate per famiglie e settori più esposti e maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato.

Come indicato da von der Leyen, la riunione del Collegio dei commissari ha avuto al centro l’analisi degli impatti derivanti dal persistere del conflitto tra Stati Uniti e Iran e dalla conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz, con uno sguardo non solo a misure temporanee ma anche di medio-lungo periodo, in particolare per quanto riguarda una maggiore efficienza energetica, l’accelerazione di reti e stoccaggi e una più rapida elettrificazione dell’economia fondata su rinnovabili e nucleare.

Nel suo readout, relativo a un Collegio inizialmente previsto sulla Cina, von der Leyen ha confermato il quadro preoccupante già anticipato la scorsa settimana dal commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis. “Dall’inizio del conflitto, 44 giorni fa, la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro. Quarantaquattro giorni. Ventidue miliardi di euro. Neppure una singola molecola di energia”, ha affermato la presidente della Commissione UE, ammettendo che la crisi non è un evento lontano, ma uno shock immediato per l’economia europea e che “questo........

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