L’ex premier francese Valls: "Così la sinistra europea è caduta nell’antisemitismo"
L'ex premier francese Menuel Valls
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"Quello del nuovo antisemitismo è un tema che brucia e che in Italia trova un terreno particolare". Lo ripete più volte al telefono Manuel Valls, primo ministro socialista in Francia dal 2014 al 2016, gli anni degli attentati a Charlie Hebdo, al Bataclan e sul lungomare di Nizza. Un ragionamento che ha scritto anche nella prefazione de I nuovi antisemiti (edizioni SeferOttobre), l’inchiesta della giornalista Nora Bussigny, con cui Valls dialogherà giovedì a Pordenonelegge.
Valls, lei parla di un antisionismo che è scivolato gradualmente nell’antisemitismo. Ma se è così, quand’è successo?
"È un fenomeno che viene da lontano, dalla Guerra dei Sei giorni nel 1967, quando per la prima volta Israele non è più una vittima ma una forza militare che vince sui paesi arabi. Già in quell’occasione, il filosofo Vladimir Jankélévitch disse che l’antisionismo altro non è che un antisemitismo democratico, moralmente accettabile".
E come ha fatto a rifiorire oggi?
"C’è una seconda data cardine ed è la caduta del Muro di Berlino, quando la sinistra inglese e poi quella francese........
