Aldo Moro, l’anniversario di via Fani. Meloni: “Pagina dolorosa”. Desecretati altri 64 file /
La politica ricorda il rapimento di Aldo Moro e il sacrificio di 5 agenti della scorta. La Camera rende pubblici nuovi documenti. L’omaggio della dem Schlein. Ma su un muro di Bologna appare un messaggio che inneggia alle Brigate Rosse.
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Roma, 17 marzo 2026 – La fisionomia di quell’incrocio maledetto oggi è nettamente cambiata: c’era un lampione e oggi al suo posto resiste una stele di bronzo, simbolicamente spezzata in due. Roma nord, via della Camilluccia, poi via Stresa, angolo via Mario Fani. Nobile viterbese quest’ultimo, fondatore della Società della gioventù cattolica, poi diventata Azione cattolica. Un nome che da quel fatidico 16 marzo 1978, però, associamo piuttosto al rapimento di Aldo Moro e al massacro degli agenti della sua scorta. Cinque morti tra le forze dell’ordine e un rapito: il presidente della Dc, nel giorno della fiducia al quarto governo Andreotti.
Ieri, nell’anniversario della strage, il 48esimo, il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, ha provveduto alla declassificazione di 64 documenti e tre resoconti relativi alla seconda Commissione d’inchiesta sul rapimento e l’assassinio del leader democristiano, quella più recente, presieduta da Giuseppe Fioroni e durata quattro anni, dal 2014 al 2018.
Il corpus di documenti consultabili sull’operazione Fritz (questo il nome che le Brigate rosse diedero al rapimento di Moro) sale dunque a 992. Plaude il presidente della Commissione Cultura alla Camera, Federico Mollicone, FdI: "Nonostante i processi, le indagini della magistratura e il lavoro delle commissioni parlamentari d’inchiesta – è il suo commento – permangono ancora troppi lati oscuri e zone d’ombra sull’agguato di via Fani".
Davanti alla stele che ricorda le cinque vite spezzate di Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino, ieri assieme alle istituzioni e al sindaco di Roma è arrivata la leader dem Elly Schlein: "Per noi ricordare – ha detto – significa continuare a difendere, ogni giorno, i valori della democrazia contro ogni violenza politica e contro il terrorismo". Di "uccisioni vigliacche" e di "barbaro agguato" ha parlato anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha ribadito l’ “eterna gratitudine” espressa ai rappresentanti delle forze dell’ordine morti nell’agguato. Il presidente del M5s prende a prestito le stesse parole di Moro: "Noi non vogliamo essere gli uomini del passato, ma quelli dell’avvenire. Il domani non appartiene ai conservatori o ai tiranni; è degli innovatori attenti, seri e senza retorica", mentre quello del Senato, Ignazio La Russa, parla di "un giorno difficile per tutti, che aprì una pagina dolorosa della nostra storia".
Dolore ancora percepibile nel video che la stessa Camera dei Deputati ha diffuso di quel giorno. Con il presidente, il comunista Pietro Ingrao a parlare di "crimine di inaudita ferocia" davanti a un emiciclo attonito. Il nome delle Brigate Rosse emergerà subito dopo. La stessa sigla terroristica che qualche giorno fa è apparsa inneggiata su una strada del centro di Bologna. "Viva le Br". Il tempo, pare evidente, sembra essere passato invano.
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