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"In Italia pensiamo al rischio solo dopo un furto": la sfida di Sector Alarm per cambiare la cultura della sicurezza

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18.02.2026

Quando Fabio Ansaloni ha ricevuto quella telefonata al supermercato, non immaginava che sarebbe diventato il primo dipendente di Sector Alarm in Italia. "Ero a fare la spesa con mia moglie quando mi chiama uno dei più grossi fondi di investimento che possiede quote della società. L'ho presa un po' con leggerezza, forse la risposta non è stata neanche molto cordiale", ricorda con un sorriso il managing director dell'azienda norvegese di sicurezza domestica. Eppure da quella chiamata inaspettata, nel gennaio 2021, è partita un'avventura che in soli cinque anni ha portato Sector Alarm da zero a circa 350 dipendenti in Italia.

Una startup in pandemia: dall'ufficio vuoto a 350 dipendenti

Le foto che Ansaloni mostra durante l’intervista al podcast “Money Vibez Stories” raccontano meglio di mille parole l'inizio di questa storia. "Siamo nel gennaio 2021, la prima sede di Sector a Milano. Un ufficio vuoto, tutto da fare", spiega indicando l'immagine di uno spazio completamente deserto. La sfida era titanica: costruire da zero un'azienda in piena pandemia, quando girare per uffici e viaggiare all'estero richiedeva mascherine e restrizioni continue. "Ho fatto training in Francia con le mascherine. Quelle persone che si sono rese disponibili sembrano 1000 anni fa ma in realtà sono sono pochi anni", ricorda.

La crescita è stata rapidissima. "Quando abbiamo fatto le 1000 installazioni mensili è stato un traguardo psicologico enorme. Avevamo le magliette celebrative pronte da mesi, aspettavamo quel momento. È stata una grande festa, più che altro per il significato: una sorta di timbro che ci diceva 'abbiamo fatto un buon lavoro'", racconta Ansaloni. Quella maglietta, che molti dipendenti tengono ancora appesa sulla sedia in ufficio, rappresenta il passaggio da startup a realtà consolidata nel mercato italiano della sicurezza domestica.

Il gap culturale: Italia vs Nord Europa nella percezione del rischio

Ma perché un'azienda norvegese decide di investire in Italia? La risposta sta in un dato impressionante: "Nei Paesi nordici c'è una penetrazione del 20% degli impianti di allarme, un numero enorme se lo compariamo con l'Italia dove siamo al 3%. E questo nonostante in Italia il tasso dei furti sia molto più alto rispetto al Nord Europa. È proprio una questione di mentalità e di approccio", spiega il managing director.

Il problema, secondo Ansaloni, è tutto italiano: "Noi in Italia non pensiamo che ci preoccupiamo poco del fatto che possa accadere qualcosa. Siamo bravissimi a farlo dopo che qualcosa è accaduto. Tanti nostri attuali clienti sono persone che ci avevano già visto, ci avevano già sentito ma pensavano 'non mi interessa, non fa per me'. Poi succede qualcosa e dicono 'Caspita, se l'avessi avuto sarebbe stato un grande aiuto'". Un approccio che si riflette anche nel mondo assicurativo, dove le polizze sulla vita o contro i rischi quotidiani hanno in Italia una diffusione molto più bassa rispetto ad altri Paesi europei.

Tecnologia senza fili e personalizzazione totale

L'offerta di Sector Alarm si basa su una filosofia precisa: sistemi senza opere murarie, facili da installare e completamente personalizzabili. "Noi proponiamo ormai da diversi anni impianti allarme senza fili, molto semplici da installare. Questo è un grosso vantaggio rispetto alla mentalità di una decina d'anni fa, quando gli impianti allarme significavano spaccare tutto o progettarli mentre si faceva la casa", sottolinea Ansaloni.

Ma ogni casa è diversa. Come si adatta un........

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