Valanga in Valdidentro, morti due giovani sci-alpinisti. Sono Marika Mascherona e Alberto De Maron
Alberto De Maron e Marika Mascherona
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Valdidentro (Sondrio), 26 febbraio 2026 – Tragedia della montagna, questa mattina poco dopo le 10, sul Monte Cornaccia, in territorio di Valdidentro. Lungo il versante sud ovest si è verificata una valanga che ha coinvolto almeno due persone, ritrovate senza vita al termine delle ricerche. Si tratta di Marika Mascherona (28 anni) di Bormio (sorella di Katia, nazionale di sci alpinismo) e Alberto De Maron (27 anni) di Grosotto.
Una terza persona, un uomo, è stata valutata sul posto – senza necessità di ospedalizzazione. Si tratta di un testimone dell'evento valanghivo, ma non coinvolto direttamente. L’intervento di soccorso è stato condotto con gli elicotteri di Areu Sondrio e Bergamo, le squadre del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, il Cnsas di Bormio. Le operazioni di recupero e messa in sicurezza dell’area sono state condotte dalla Guardia di Finanza e si sono concluse poco prima delle 14.
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Le condizioni del manto nevoso
Questa mattina il bollettino valanghe dell’Arpa recita così: “L'andamento termico degli ultimi giorni ha favorito l'aumento dell'attività valanghiva spontanea, anche di fondo, per effetto dell'inumidimento del manto nevoso e conseguente appesantimento degli strati più superficiali. L'indebolimento dei legami interni ha favorito l'innesco di distacchi anche molto grandi sulla maggior parte dei pendii ripidi. Ne consegue una situazione progressivamente migliore, con diminuzione dei pendii potenzialmente problematici grazie a questi processi di bonifica naturale. Nelle prime ore della giornata manto rigelato a tutte le quote, con presenza di croste superficiali da fusione e rigelo. Durante le ore centrali indebolimento delle croste e dei legami interni sino a 2500 m. Alle quote più elevate manto nevoso asciutto e con caratteristiche invernali. Presenza diffusa di lastroni ad elevata coesione, portanti”.
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Gli episodi precedenti
Sono giorni tragici e drammatici, sulle Alpi, a causa dell’innalzamento delle temperature che sta provocando una serie di valanghe, a cadenza quasi quotidiana, dagli esiti spesso fatali. Il 22 febbraio sempre in provincia di Sondrio i soccorsi sono stati allertati nel primo pomeriggio per due slavine, nel giro di 40 minuti. Il primo distacco a Livigno, nella zona del Carosello 3000, a circa 2.200 metri d’altitudine: coinvolti 8 snowboarder, tutti in buone condizioni, ma uno di loro è stato estratto dalla neve che l’aveva in parte sommerso. La seconda slavina si è invece staccata tra Bormio 3000 e il 2000, a Valdisotto: esclusa fortunatamente la presenza di persone.
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Sempre il 22 febbraio due scialpinisti hanno perso la vita in altrettanti incidenti tra Valle d’Aosta e Alto Adige. Una valanga sulle pendici della Becca di Nana, in Val d’Ayas, è costata la vita a Stefano Poli. L’escursionista, che era arrivato dalla Lombardia, era partito in mattinata per un’ascesa in solitaria. Non vedendolo rientrare, è stata la moglie a dare l’allarme. Il corpo senza vita è stato recuperato dal soccorso alpino a quota 3mila metri. Un secondo scialpinista, di 50 anni, è morto in Alto Adige, travolto da una slavina a Merano 2000. I soccorsi sono arrivati in elicottero e le ricerche sono durate alcune ore, ma al momento del recupero l’uomo era già deceduto.
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