Trump: “L’Iran ha chiesto di negoziare”. Teheran: “Non cerchiamo la guerra ma siamo pienamente pronti a farla”
Roma, 12 gennaio 2026 – L'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano ha annunciato che il numero totale dei morti nelle rivolte delle ultime due settimane ha superato le 3.000 unità. Una cifra che sarebbe basata su indagini condotte da fonti locali, ospedali, l'ufficio del medico legale e le famiglie dei martiri e delle persone scomparse in 195 città. L’ultimo bilancio fornito da Iran Human Rights parla di almeno 648 morti, tra cui nove minorenni, migliaia di feriti e oltre 10mila arresti. Nonostante questo, Teheran ha assicurato che la “situazione è sotto controllo” e che “presto tornerà internet”, bloccato ormai da un giorno. Axios riferisce che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha contattato l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff nel tentativo di allentare le tensioni con il presidente Usa Donald Trump, che nella notte aveva anticipato la volontà della Repubblica islamica di negoziare. Intanto, la Cina esprime piena “contrarietà alle interferenze straniere” e Mosca prepara l'evacuazione dell'ayatollah Ali Khamenei. Secondo quanto scrive il Moscow Times, sono iniziati anche i trasporti di riserve auree iraniane verso la Russia, come avvenuto con la caduta di Bashar al-Assad in Siria.
Donald Trump "ha dimostrato di non avere paura di utilizzare le opzioni militari" qualora ritenuto necessario. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando ai giornalisti. "Nessuno lo sa meglio dell'Iran", ha aggiunto.
Mosca condanna quelle che definisce i "tentativi di ingerenza negli affari interni dell'Iran". Lo ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Serghei Shoigu, in una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano, Ali Larijani, con il quale ha parlato le proteste che scuotono la Repubblica islamica.
L'Iran afferma che 10 persone sono state arrestate per omicidio e violenza a Teheran e che sono "terroristi". Lo scrive Tasnim, riportata da Al Jazeera. L'agenzia di stampa semiufficiale iraniana, citando il ministero dell'Intelligence iraniano, afferma che i 10 fanno parte di una squadra entrata a Teheran da una provincia di confine e responsabile dell'uccisione di due membri dei Basij, la forza paramilitare volontaria del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, in piazza Heravi della capitale il 7 gennaio.
Almeno 648 manifestati sono rimasti uccisi durante le proteste anti governative iniziate 16 giorni fa in Iran. Lo riporta l'organizzazione non governativa con sede in Norvegia 'Iran Human Rights', aggiornando il bilancio che ha tenuto dall'inizio delle proteste, scoppiate il 28 dicembre in varie città del Paese per la crisi economica. Secondo la Ong, tra le vittime ci sono nove minorenni mentre i feriti sono migliaia. In un comunicato sul suo sito, 'Iran Human Rights' stima che gli arrestati sarebbero più di 10mila ma il blocco quasi totale di internet in vigore dall'8 gennaio rende complicato avere dati più precisi.
Gli ambasciatori o gli incaricati d'affari di Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna, di stanza a Teheran, oggi sono stati convocati dalle autorità iraniane, che hanno deplorato il sostegno espresso da questi Paesi ai manifestanti iraniani. Lo riporta un comunicato del Ministero degli Esteri iraniano e reso noto dalla televisione di Stato. Ai diplomatici è stato mostrato un video dei danni causati dai "rivoltosi" ed è stato chiesto ai governi di "ritirare le dichiarazioni ufficiali a sostegno dei manifestanti". "Confermiamo la convocazione........
